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Attualità | 04 gennaio 2026, 18:56

Saldi invernali, primo giorno con un'atmosfera tutt'altro che frenetica nei negozi di Imperia

Non si può ignorare, inoltre, che il primo weekend di gennaio coincide con il ponte delle festività, spingendo molte persone a scegliere destinazioni fuori porta

(Foto Flammia)

(Foto Flammia)

Il sipario sui saldi invernali a Imperia si è alzato ieri, sabato 3 gennaio,  senza il tradizionale fragore. Le vie del centro di Oneglia e Porto Maurizio, solitamente cuore pulsante dello shopping locale, hanno mostrato un volto insolitamente calmo, (a Oneglia è andata in scena anche la Befana Imperiese)  lontano dalla frenesia che storicamente caratterizza il debutto della stagione degli sconti. Nonostante le vetrine tappezzate di percentuali invitanti, il flusso di visitatori è apparso esiguo, Tra i passanti, le iconiche buste colorate, simbolo tangibile dell’acquisto effettuato, sono state una presenza sporadica, confermando una tendenza alla cautela che sembra aver frenato l'entusiasmo dei consumatori.

I commercianti descrivono un afflusso “a macchia di leopardo”: momenti di improvviso affollamento seguiti da lunghi silenzi. Molti clienti sono entrati nei negozi con uno spirito più esplorativo che risolutivo, dedicandosi a un attento confronto dei prezzi piuttosto che all’acquisto d’impulso.

A pesare sul bilancio della giornata è stato indubbiamente il calendario: il primo weekend di gennaio, coincidendo con il ponte dell’Epifania, ha spinto molti imperiesi verso mete fuori porta, svuotando la città dei suoi residenti più affezionati.

Tuttavia, tra i commercianti non si respira rassegnazione. Gli operatori del settore guardano con fiducia al prossimo fine settimana, considerato il vero “giro di boa” per misurare lo stato di salute del commercio locale. Con la conclusione definitiva delle vacanze e il ritorno alla routine quotidiana, si attende il rientro della clientela abituale.

Resta da capire se questo avvio sottotono sia solo un incidente di percorso legato alla contingenza delle ferie o se rappresenti il sintomo di un cambiamento più strutturale nelle abitudini di spesa, sempre più orientate verso il digitale o condizionate da una minore capacità d’acquisto.

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