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Attualità | 12 marzo 2026, 12:37

I costruttori edili liguri chiedono misure urgenti contro i rincari dei materiali da costruzione

Il prezzo del bitume finora è salito in media del 50%, mentre quello del carburante circa del 20%

I costruttori edili liguri chiedono misure urgenti contro i rincari dei materiali da costruzione

Ance Liguria lancia un grido di allarme, a nome di tutti i costruttori liguri della regione, chiedendo interventi immediati per far fronte ai rincari ingiustificati sui materiali da costruzione e arginare gli effetti speculativi che le tensioni geopolitiche stanno creando sui prezzi. 

Le segnalazioni pervenute dalle imprese edili liguri associate all’Ance, infatti, fanno segnare un aumento medio del prezzo del bitume del 50 per cento, a cui va aggiunto un’impennata dei carburanti che si aggira sul 20 per cento, dei conglomerati bituminosi del 15 per cento, delle tubazioni in materie plastiche del 30 per cento, ma i rincari si stanno estendendo anche ai materiali non derivati dal petrolio, acciaio in primis. Ad aggravare la situazione, il fatto che i listini dei prezzi cambiano di settimana in settimana in un crescendo continuo, rendendo impossibile alle aziende qualsiasi tipo di programmazione per far fronte alla situazione. 

Gli effetti delle tensioni geopolitiche sulle materie prime sono già pesanti e riguardano tutta la filiera dell’edilizia, che nella nostra regione così come in gran parte d’Italia, è impegnata in uno sforzo importante per portare a termine i lavori del Pnrr nei tempi previsti – spiega il presidente di Ance Liguria, Enio Marino -. Ma intervenire solo su carburanti e sulle bollette non è sufficiente, in quanto serve una misura ad hoc anche per i materiali non soggetti alle accise, senza la quale le imprese saranno costrette a sopportare da sole gli effetti della guerra con pesanti conseguenze sulla tenuta del sistema”.

Quello che auspichiamo – continua il numero uno degli edili liguri – è l’adozione di uno strumento per sterilizzare l’aumento del gettito fiscale derivante dall’incremento dei prezzi di tutti i materiali da costruzione che risentono in modo diretto o indiretto della crisi in atto, così come era stato fatto con il Decreto-legge per la guerra in Ucraina qualche anno fa. Molte aziende di costruzione liguri, infatti, si trovano oggi a lavorare su appalti che fanno ancora riferimento al vecchio Codice dei contratti pubblici, che non prevedeva revisioni automatiche dei prezzi come sancisce il Nuovo Codice Appalti. Inoltre, il caso vuole che a livello regionale sia stato approvato da poche settimane il nuovo Prezzario delle opere edili, che fissa in prezzi per tutto il 2026: anche in questo caso bisognerebbe poter intervenire per adeguare tempestivamente le cifre al nuovo quadro che ci troviamo di fronte”.

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