A Imperia la tassa sui rifiuti è più elevata rispetto a Firenze o a Bologna. È il dato emerso dal rapporto 2025 dell'Osservatorio Prezzi e Tariffe presentato ieri dall'associazione Cittadinanzattiva. L'indagine sulla Tari applicata in tutti i capoluoghi di provincia italiani prende come riferimento una famiglia tipo composta da tre persone e una casa di proprietà di 100 metri quadrati. I costi rilevati sono comprensivi di Iva, ove applicata, e di addizionali provinciali.
La Spezia è il capoluogo meno caro della regione, con una tariffa media di 242 euro, seguito da Imperia con 319 euro e Savona con 409 euro. Genova è il terzo capoluogo di provincia con la Tari più alta: ogni contribuente paga in media 509 euro, in aumento dell'1,5 percento rispetto all'anno precedente. In cima alla classifica si collocano Catania con 602 euro e Pisa con 557. Imperia segue nella classifica, insieme a Napoli (496 euro), Reggio Calabria (484), Bari (432), Roma (396), Venezia (388), Torino (377), Palermo (361), Firenze (312), Bologna (294) e Milano (291). "Dei dieci capoluoghi con la Tari più costosa, sette appartengono alle regioni meridionali, a conferma del persistente divario territoriale - commenta Cittadinanzattiva - solo tre alle regioni centro-settentrionali: Pisa, Genova e Pistoia con 473 euro".
In Liguria a pesare è il basso livello di raccolta differenziata che nel 2023 si attestava solo al 58,3 percento, sotto alla media nazionale del 66,6 percento. Secondo Cittadinanzattiva nel 2025 ogni famiglia pagherà in media una Tari di 370 euro, in aumento del 2,9 percento rispetto ai 359 euro del 2024. Un rincaro che, a livello nazionale, è pari a 340 euro all'anno, in aumento del 3,3 percento rispetto all'anno scorso (329 euro).
La Spezia è il capoluogo meno caro con una tariffa media di 242 euro, seguito da Imperia con 319 euro e Savona con 409 euro.














