Potrebbe essere un noir che cattura e imprigiona. Potrebbe essere ma non è perché i misteri di Imperia fanno impallidire perfino un maestro come Alfred Hitchcock. E non si tratta di esagerazioni considerate le tante situazioni che stanno vivendo i cittadini del capoluogo ponentino. L’ultimo, ma soltanto in odine di tempo, riguarda i cosiddetti "semafori intelligenti" che, già al loro apparire, hanno provocato facili ironie da parte degli automobilisti.
Ma, in effetti, non erano soltanto ironie le reazioni verbali degli utenti della strada, le code, le lunghe e snervanti soste a rischio visita urgente in psichiatria mettevano a rischio la sanità mentale. Ma l’intelligenza di quelle luci cangianti dal rosso al verde con velocissimi passaggi al giallo hanno dimostrato anche ai più retrivi il loro valore. E si sono spenti, rimanendo sul giallo intermittente e lasciando una fitta coltre di mistero, appunto, sulla loro "nascita".
Però i semafori sono stati gli ultimi, altre incomprensibili iniziative hanno preceduto aprendo un filone che non sembra essere ancora concluso. Non è difficile riferirsi al doppio senso unico (quasi un paradosso lessicale) dei due Argini Destro e Sinistro. Con la terribile complicità dei semafori cosiddetti intelligenti quando erano in funzione, i due sensi unici erano le matrici per le code e i blocchi del traffico di cui sopra, quando la percorrenza degli scarsi tre chilometri tra Oneglia e Porto Maurizio regalava automobilisti affranti sull’orlo della disperazione dopo un viaggio di almeno trenta minuti. Infatti aver eliminato il doppio senso dagli argini era e, almeno al momento, è tuttora un altro dei misteri gloriosi della viabilità cittadina che, a quanto pare, forse tornerà al doppio senso sull’Argine Destro con la profonda delusione degli amanti delle tenebre.
Potrebbero bastare due esempi ma non sono sufficienti, purtroppo. La nuova concessione demaniale di 65 anni assegnata al Marina di Imperia offre un altro spunto di letteratura noir. Infatti il sindaco Claudio Scajola ha chiesto un parere qualificato alla Corte dei Conti riguardo ai 410 posti barca già occupati dai proprietari che, avendoli acquistati dalla vecchia concessionaria, di fatto e de iure ne hanno perso la proprietà e potrebbero recuperarne il diritto con il riacquisto al 50 per cento. Un altro mistero: dopo essere stati turlupinati una volta, potranno gli incauti comandanti essere ancora dalla parte dei "fessi" pur con lo sconto?
L’ultimo dei thriller, invece, non fa ancora parte del panorama imperiese. Ma, senza volersi compromettere, si può ipotizzare che vedrà la luce almeno con il 50 per cento di probabilità. In effetti, se si giudica l’iniziativa con i parametri dei lavori pubblici, allora la probabilità sale 100 per cento ma non si può tralasciare la volontà popolare già espressa da centinaia di firme contrarie.
L’oggetto della contesa ha il sapore affascinante del verde, del bosco e della natura ma anche il dolore lancinante dell’ulcera per il traffico impazzito. Ovvero il bosco urbano, il sogno di Claudio Scajola concepito, come da sua stessa ammissione, per elemento e anello verde di congiunzione tra due borghi da trasformare in una autentica e unica città. Assolutamente positivo come intenzione, assolutamente nefasto come traffico. Il mistero in questo caso nasce come interrogativo: vincerà il bosco del Sindaco o la doppia corsia degli automobilisti?














