In Liguria, la terra coltivata è molto più di una risorsa alimentare: è un vero e proprio baluardo a difesa del territorio. Un recente allarme lanciato da Coldiretti Liguria sottolinea come l'agricoltura, in questa regione stretta tra mare e montagna, svolga un ruolo cruciale e insostituibile nella prevenzione del dissesto idrogeologico. I dati parlano chiaro: ogni singolo ettaro di Superficie Agricola Utilizzata (SAU) in Liguria è chiamato a sostenere sette volte più persone rispetto alla media nazionale. Un'efficienza straordinaria, che però nasconde una fragilità crescente.
Come spiega Gianluca Boeri, presidente di Coldiretti Liguria, "Ogni campo coltivato, ogni uliveto, ogni vigneto è un presidio del territorio". Le coltivazioni, infatti, con le loro radici e i terrazzamenti, aiutano a trattenere il terreno, a rallentare il deflusso delle acque e a prevenire frane e smottamenti, fenomeni troppo frequenti in un paesaggio geologicamente fragile come quello ligure. Nonostante la sua funzione vitale, il settore agricolo ligure sta affrontando una crisi silenziosa. Dal 2010, la superficie agricola utilizzata è diminuita dell'8,2 percento.
Questo ritiro dei contadini dalle aree interne e marginali, unito alla crescente urbanizzazione della costa, crea una combinazione esplosiva che aumenta vertiginosamente il rischio idrogeologico. Dove i muretti a secco crollano e la vegetazione spontanea non viene più gestita, il terreno perde la sua stabilità. "Proteggere il territorio significa proteggere le sue comunità, l’economia alimentare e l’identità stessa della regione", afferma Bruno Rivarossa di Coldiretti, richiamando l’attenzione sul fatto che l'abbandono di un uliveto o di un orto non è solo una perdita produttiva, ma un pericolo per l'intera comunità.
La richiesta di Coldiretti è chiara e urgente: è necessario un maggiore e mirato sostegno agli agricoltori. Non si tratta semplicemente di sussidi, ma di investimenti nella sicurezza attiva del paesaggio. Per garantire la resilienza e la sicurezza della Liguria, è fondamentale invertire la tendenza al calo della SAU e riconoscere agli agricoltori il ruolo di custodi del paesaggio, incentivando la manutenzione delle aree più esposte al rischio, come i ripidi versanti e i celebri terrazzamenti. Solo così, la Liguria potrà continuare a fiorire, preservando il suo equilibrio unico tra natura e intervento umano.














