Al via stamattina, presso l’Auditorium del Museo Navale, il convegno “Guerra, natura e memoria: il paesaggio della Resistenza”, una tre giorni dedicata a un tema ancora poco esplorato della storia del Novecento: il rapporto tra guerra partigiana e ambiente. L’iniziativa nasce da un bando nazionale curato dal professor Graziano Mamone dell’Università di Genova e si propone di indagare come il conflitto abbia trasformato il territorio, influenzato le risorse naturali, ridefinito la percezione dello spazio e lasciato un’impronta duratura nella memoria collettiva. Attraverso contributi provenienti da diverse università italiane, il convegno affronta temi quali i paesaggi della Resistenza, l’impatto ambientale della guerra, le eredità materiali lasciate dai combattimenti e le memorie scritte dei protagonisti.
Sotto le videointerviste realizzate nel corso del convegno raccolgono le voci dei relatori e dei partecipanti, offrendo spunti di riflessione sul modo in cui il paesaggio, la natura e la memoria continuano a dialogare con la storia della Resistenza.
L’apertura dei lavori, è affidata allo storico Alberto Cavaglion (Università di Firenze), con un intervento inaugurale dedicato al rapporto tra ecologia e storia della guerra civile. A seguire, tre sessioni tematiche offriranno un ampio sguardo interdisciplinare tra storia, letteratura e studi ambientali.
La seconda giornata, domani, venerdì 24 ottobre, si sposterà al Polo Universitario, con incontri dedicati alla letteratura della Resistenza, alla sostenibilità ambientale dei luoghi della memoria e alle nuove forme di narrazione dei paesaggi storici. La chiusura, sabato 25 ottobre, sarà invece dedicata al territorio: una escursione guidata nei luoghi simbolo della Resistenza e la presentazione del volume di Chiara Nencioni dedicato ai Rom e Sinti nella Resistenza, in programma ad Aurigo.
L’iniziativa, patrocinata da numerose istituzioni accademiche e culturali, è riconosciuta come corso di aggiornamento per docenti (ID.101111 – piattaforma SOFIA) e valida per crediti formativi per giornalisti.
(video Marco Ausenda)














