Alessandro Zunino, delegato provinciale del CONI traccia il bilancio di un anno di successi e di grandi soddisfazioni per il movimento sportivo di Imperia e provincia. Come non menzionare, con una certa soddisfazione, i traguardi raggiunti da un tennista di primissima fascia come il giovane sanremese Matteo Arnaldi, autentica rivelazione dell’anno 2023 con un futuro che si preannuncia più che radioso.
TENNIS, il successo di Matteo Arnaldi in Davis
“È stato un anno sostanzialmente positivo per il nostro Comitato perché tante realtà sportive si sono dimostrate all’altezza di quelli che erano i migliori pronostici. Dal punto di vista del movimento e dei risultati, sulla bocca di tutti e sulla cresta dell’onda è stato il tennis. A partire dal successo nella Coppa Davis a cui ha dato un contributo importante Matteo Arnaldi, questo giovane atleta sanremese che è stato la sorpresa dell’anno a livello internazionale. Dopo i primi risultati positivi, ha ricevuto la convocazione per la Davis e l’ha anche vinta. Ha fatto un’ottima prestazione quando è stato chiamato in causa nel singolare, dove ha tenuto botta. Lui, avendo ricevuto il Premio Liguria, è sicuramente il nostro atleta dell’anno. È un nostro conterraneo, quindi i suoi successi ci riempiono doppiamente di orgoglio. Il tennis resta comunque uno sport vivo e radicato perché andando oltre l’atleta, il Circolo di Sanremo ospita un torneo che dà punteggio per l’ATP", sottolinea Zunino.
"Se alle manifestazioni sportive aggiungiamo i successi dell’atleta possiamo dire che abbiamo 'spaccato'. A questo sommiamo una visione aperta e lungimirante che ha avuto il tennis e che lo ha portato, a livello federale, ad unirsi al padel sia sul piano economico che di diffusione dell’attività. Non dimentichiamo che ad oggi il padel è lo sport principale un po’ in tutta Italia. Da noi i centri di padel sono proliferati, sia privati che federali. Pur essendo una specialità completamente differente, è stata accorpata al mondo tennistico con ottimi risultati".
LA PALLAPUGNO, Imperiese campione d'Italia. La San Leonardo spicca tra i giovani
Alessandro Zunino parla anche dei successi conseguiti dall’Imperiese nella pallapugno, gioco che affonda le proprie radici nella cultura e nella tradizione popolare della Riviera di Ponente: “Uno sport minore che però da noi è tradizionale ed è molto radicato sul territorio è la pallapugno. Il 2023 è stato un anno da favola per questa disciplina sportiva. Finalmente, dopo anni di inseguimento, l’Olio Roi Acqua San Bernardo Imperiese ha vinto il campionato di Serie A riportando il titolo nella nostra Provincia dopo 27 anni. Dopo aver perso la finale l’anno scorso e dopo anni di dominio delle squadre del Basso Piemonte. Quindi possiamo dire che, al di là del successo dell’Imperiese, tutto il movimento è vivo. C’è anche una società giovanile ad Imperia come la San Leonardo che ha ben figurato con i ragazzini. Faccio un plauso al presidente dell’Imperiese perché è una persona che ci ha messo il cuore insieme al famoso battitore e capitano Raviola. Invece la San Leonardo, grazie al docente di scienze motorie Claudio Motosso, ha generato un movimento che punta a far crescere principalmente bambini. Menzioniamo anche la società Gli Amici del Castello che è un movimento femminile che si è imposto vincendo dei titoli a livello giovanile. È bello continuare a far vivere ai giorni nostri quello che è uno sport tradizionale del territorio. Abbiamo anche delle strutture ad hoc per praticare questa disciplina dislocate in vari punti della Provincia”.
PALLANUOTO IN CRISI
Un breve excursus sulla crisi temporanea e passeggera della pallanuoto nella Provincia di Imperia: “Oggi è un po’ in crisi la pallanuoto ad Imperia. Ma si vive di alti e bassi, dopo i successi che hanno avuto nell’ultimo lustro. Tutto ciò è fisiologico. C’è una fase di transizione dove le società tendono a rigenerarsi ed a rigenerare il proprio bacino di atleti”.
LA RIFORMA DELLO SPORT
Con Zunino si parla della Riforma dello Sport, uno strumento che restituisce dignità a chi allena con dedizione da anni. E che prima di tale rinnovamento non ha avuto accesso ad assistenza e previdenza: “Parliamo della Riforma dello Sport che ormai è arrivata a compimento. Tolta la parte degli adeguamenti degli Statuti societari che doveva essere fatta entro il 31 di questo mese ed è invece slittata al 30 giugno 2024, la riforma con l’inizio dell’anno entrerà pienamente a regime. Questo è un bene perché prima c’era il CONI (mondo sportivo) da un lato e il Ministero Sport e Salute (mondo istituzionale) dall’altro ed era venuta fuori una dicotomia. La Riforma ha cambiato anche la normativa sportiva favorevolmente, perché gli allenatori dovranno avere un’assistenza ed una previdenza e quindi una pensione. Dall’altro lato però ci saranno più dispendi di energie economiche per le associazioni. Per le società sportive sarà difficoltosa, ma è anche l’opportunità di migliorare e modernizzare il mondo del lavoro nello sport. Anche chi lavora nello sport deve avere il rango di un lavoratore come tutti gli altri e – come piace dire a me – con le tutele di un lavoratore: l’assistenza e la previdenza".
"Se un allenatore si fa male (e non parliamo di un allenatore di stelle del firmamento dello sport) deve essere comunque tutelato. Dall’altro lato, se uno fa l’allenatore seppure a livello locale, per tutta la vita, non possiamo pensare che poi a fine carriera non abbia una pensione. Quindi sarà difficoltoso per le ASD farsi carico anche di questi contributi, in parte agevolati. Però, dall’altro lato, è un elemento di modernizzazione. In definitiva potremmo dire che si tratta di un riconoscimento del valore degli operatori sportivi che sono comunque dei lavoratori e non gente che lo fa per passatempo. Perché chi vive di quello non possiamo pensare che arrivi a 70 anni e poi non abbia una pensione. Queste persone devono avere la dignità di un lavoratore”.














