L’apertura del tratto cittadino della Ciclovia Tirrenica ha segnato un passo importante per la mobilità sostenibile di Diano Marina, regalando a residenti e turisti una nuova arteria riservata a pedoni e due ruote.
Tuttavia, l’entrata in funzione del percorso ha reso necessario un attento monitoraggio sul campo da parte del comando della Polizia Locale, finalizzato a verificare l’impatto della pista sul traffico urbano e ad assicurare la massima tutela per tutti gli utenti della strada. Dalle prime verifiche effettuate dal personale coordinato dal Comandante Gabriele Degl’Innocenti, Responsabile Unico del Progetto, è emersa l'esigenza di analizzare con estrema precisione la percorribilità degli innesti della ciclabile nelle intersezioni stradali.
L’attenzione si è concentrata in particolare su due nodi viabilistici cruciali: gli incroci con via Campodonico e con via Cà Rossa, punti delicati in cui il flusso di biciclette e pedoni si incrocia direttamente con il traffico dei veicoli a motore. Per risolvere le criticità riscontrate e definire interventi correttivi mirati, l’amministrazione comunale ha stabilito di affidarsi a una consulenza professionale esterna di alto profilo. L’incarico per la redazione dello studio specialistico è stato conferito all’architetto Danilo Odetto di Torino, professionista con una consolidata esperienza nel campo della viabilità sostenibile e con una profonda conoscenza delle specificità del territorio dianese. Il lavoro dell’esperto sarà incentrato sull’analisi tecnica delle diverse soluzioni alternative per riorganizzare la circolazione nei due punti caldi.
L'obiettivo primario è quello di ridisegnare la gestione degli spazi di transito e definire un potenziamento mirato della segnaletica, sia orizzontale che verticale, superando le criticità dell'assetto attuale. Lo studio si concluderà con la stesura di indicazioni grafiche e operative di dettaglio, pronte per essere applicate sul manto stradale. Con questa iniziativa, Diano Marina punta a perfezionare la convivenza tra mobilità dolce e traffico tradizionale, trasformando la ciclovia in un modello di sicurezza e vivibilità urbana.














