Settembre è ormai iniziato e, puntuale come ogni anno, torna l’allarme sul cosiddetto “caro scuola”. Quest’anno la cifra indicata per la spesa scolastica arriva a 1.300 euro per studente, un importo che, osserva Federcartolai, risulta identico a quello indicato anche negli anni scolastici 2024/2025 e 2025/2026. Tre anni, dunque, con la stessa cifra tonda. Un elemento che, secondo Luigi Sibilla, vicepresidente nazionale e referente locale di Federcartolai, merita una riflessione e soprattutto un confronto con i prezzi effettivamente praticati dalle cartolerie. "Uno zaino da 70 euro? I nostri partono da 29", sottolinea Sibilla, prendendo le distanze dalle cifre circolate in questi giorni e invitando a guardare ai prezzi reali del materiale scolastico.
"I cartolai i conti li fanno ogni giorno, davvero, non li inventiamo a tavolino a fine estate", aggiunge Sibilla. A dimostrarlo, secondo Federcartolai, sono i dati raccolti attraverso una rilevazione che ha coinvolto centinaia di cartolai su tutto il territorio nazionale. Per uno zaino base, non griffato, il 70% dei negozi indica una fascia di prezzo compresa tra 40 e 50 euro. Un astuccio a tre zip costa tra 19 e 29 euro, mentre un astuccio semplice varia tra 5 e 15 euro. Il diario si colloca tra 16 e 25 euro, mentre quaderni e copertine, considerando un set completo, si trovano tra 12 e 20 euro. Una calcolatrice scientifica arriva fino a 18 euro, mentre la cancelleria completa può costare fino a 14 euro. La voce più onerosa e variabile resta quella dei libri di testo, che può arrivare fino a 350 euro per uno studente della prima media.
"Per toccare 1.300 euro bisognerebbe fare shopping in boutique, non in cartoleria, a meno che qualcuno non stia comprando zaini firmati e chiamandoli “corredo scolastico”", afferma Sibilla. Il vicepresidente nazionale di Federcartolai pone l’accento anche sul servizio che le cartolerie offrono alle famiglie, non limitato alla semplice vendita del materiale scolastico: "Offriamo un servizio. Sappiamo bene che i libri possono essere cari e che una famiglia può arrivare a spendere anche 300 o 400 euro, ma bisogna considerare che su questi prodotti noi abbiamo un aggio di appena il 10%. Non siamo noi a determinare il prezzo dei libri", spiega Luigi Sibilla.
Nel comunicato diffuso da Federcartolai si sottolinea come la diffusione di cifre ritenute eccessive non sia un dettaglio, ma rischi di provocare un danno a un settore composto da negozi di prossimità, che garantiscono assistenza alle famiglie durante tutto l’anno e non soltanto nel periodo del rientro a scuola. "Numeri gonfiati come questi non sono un dettaglio: fanno un enorme danno, e lo fanno a un settore fatto di negozi di prossimità, persone che conoscono i loro clienti per nome, un servizio che dura tutto l’anno e non si accende solo a settembre per fare notizia", afferma l’associazione.
Federcartolai richiama, appunto, inoltre l’attenzione sul ruolo delle cartolerie nella fornitura dei libri scolastici per le scuole primarie, servizio a carico dei Comuni. "La fornitura dei libri scolastici per le primarie, a carico dei Comuni, la garantiscono solo le cartolerie, perché la grande distribuzione la trova poco conveniente. Un servizio spesso gratuito, mai una volta valorizzato", si legge in una nota. Un altro elemento che, secondo l’associazione, viene spesso trascurato riguarda la Carta dello Studente, che consente di ottenere uno sconto del 10% sulla cancelleria. "Grazie alla Carta dello Studente si ha diritto a uno sconto del 10% su tutta la cancelleria, sconto che non viene mai citato quando si parla di cifre", evidenzia Federcartolai.
Sul fronte degli aumenti, l’associazione indica infine una crescita compresa tra il 2% e il 4% per cancelleria e materiale scolastico e dell’1,8% per i libri di testo per il 2026/2027. "Cifre ben distanti dagli allarmi che si leggono in questi giorni", osserva Federcartolai.














