Tutti d’accordo sulla validità del programma “Presidio Amico”, l’iniziativa promossa dal Comune di Imperia con l’obiettivo di rafforzare la presenza e la vigilanza nei luoghi maggiormente frequentati della città, come giardini e scuole ma non sulle modalità individuate dall'Amministrazione per realizzarlo. È, in sintesi, l’esito del vertice che si è svolto questa mattina in Prefettura, dove una delegazione del Partito Democratico, composta dalla capogruppo in consiglio comunale Loredana Modaffari e dai consiglieri Daniela Bozano e Ivan Bracco, insieme al capogruppo di Avs Lucio Sardi, è stata ricevuta dal prefetto Antonio Giaccari.
L’incontro arriva dopo l’intervento del Difensore civico regionale Francesco Cozzi, al quale i consiglieri comunali di opposizione del Pd si erano rivolti per ottenere un parere sulla legittimità del regolamento relativo al servizio dei volontari per la sicurezza urbana. Il nodo sollevato dall’opposizione riguarda, in particolare, il mancato coordinamento con la Prefettura, previsto dalla normativa quando le iniziative adottate dagli enti locali interessano ambiti riconducibili alla sicurezza urbana e all’ordine pubblico.
Il Difensore civico regionale ha scelto di trasmettere la questione e i relativi atti direttamente alla Prefettura, aprendo così una nuova fase di confronto politico e istituzionale sul corretto iter amministrativo e sui rapporti tra Comune, Prefettura e gli altri soggetti coinvolti nella gestione della sicurezza sul territorio.
Ora la parola passa dunque al prefetto, chiamato a verificare il corretto inquadramento dell’iniziativa e la sua compatibilità con il quadro normativo. Un altro punto finito al centro delle contestazioni riguarda il compenso previsto per i volontari, quantificato in circa 400 euro al mese, un aspetto che potrebbe avere implicazioni anche sotto il profilo fiscale e normativo. Il confronto in Prefettura, tuttavia, ha evidenziato come non sia in discussione l'utilità del programma in sé, quanto piuttosto le modalità con cui viene organizzato e attuato. “Siamo tutti d'accordo sull'importanza del programma, ma deve svolgersi all'interno di un quadro normativo coerente e legittimo”, è stato il concetto espresso nel corso dell'incontro.
Sulla stessa linea, pur con una posizione più orientata alla necessità di intervenire sulle cause del disagio e dell'insicurezza, il capogruppo di Avs Lucio Sardi: “D'accordo anche noi sull'importanza del programma, ma non basta. Bisogna andare alle radici del problema e intervenire non solo con la repressione, ma anche con la prevenzione, magari utilizzando le risorse previste per i compensi dei vigilantes per programmi di carattere sociale”.
Durante il vertice il prefetto Giaccari ha, inoltre, confermato di essersi confrontato con le forze di polizia sul progetto, un passaggio che potrebbe assumere particolare rilievo nell'ambito della valutazione complessiva dell'iniziativa. Resta ora da capire quale sarà il prossimo passo istituzionale.
Al termine dell'incontro, infatti, la delegazione dell'opposizione attende un atto ufficiale della Prefettura nei confronti del Comune, che dovrebbe chiarire la posizione dell'autorità prefettizia rispetto al programma, al regolamento dei volontari e alle modalità con cui l'amministrazione comunale ha deciso di procedere. La vicenda, quindi, non è ancora conclusa. Il punto di partenza condiviso sembra essere la necessità di garantire maggiore sicurezza sul territorio; il confronto resta invece aperto sulle regole, sulle competenze istituzionali e sugli strumenti più adeguati per raggiungere questo obiettivo.














