Oggi si parte per la vacanza ma oggi non è previsto il conferimento dell’umido. E allora quel sacchetto è destinato a diventare ancor più maleodorante e insopportabile all’olfatto. Un problema che sembra marginale ma che, soprattutto al ritorno dalle ferie, si ʽsenteʼ benissimo quanto sia grave.
E per il semplice motivo che la raccolta dell’umido non viene effettuata tutti i giorni. Così i proprietari di seconde case e i partenti per le ferie devono organizzare accuratamente i loro spostamenti, secondo i giorni destinati allo smaltimento dei rifiuti più deperibili e soprattutto in grado di regalare miasmi insopportabili.
“Tempo fa – racconta un turista torinese proprietario di una seconda casa – sono stato costretto a partire in fretta e furia il venerdì mattina lasciando parecchi sacchetti dell’umido sul balcone, non erano in orario: al mio ritorno il lunedì seguente la puzza era insopportabile”.
Ecco, il problema apparentemente marginale diviene problema di igiene pubblica e, comunque, si trasforma in un sgradevole biglietto da visita per una città che vorrebbe presentarsi come turistica. Ovviamente non è l’unico caso, la situazione non cambia neppure per i residenti, imperiesi di nascita. “Purtroppo è vero – conferma un portorino doc – Se una famiglia decide o comunque deve partire nel giorno sbagliato per una settimana di vacanza o riesce trovare un vicino o un amico che si accolla il compito oppure deve prevedere il disastro olfattivo e biologico al suo ritorno”.














