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Cronaca | 30 luglio 2026, 08:42

Caso Gatto, REA chiede verifiche e denuncia il "giustizialismo fai da te"

Gabriella Caramanica leader nazionale del partito animalista interviene dopo la soppressione dello storico felino del Cinema Centrale

Caso Gatto, REA chiede verifiche e denuncia il "giustizialismo fai da te"

"Smettiamola di chiamarli salvatori. Questa non è empatia, è presunzione. È la mania del giustizialismo fai-da-te di chi si sente paladino degli animali, prende e porta via dalla strada o da una proprietà qualsiasi gatto incontri senza fare la minima verifica, finendo per causare tragedie immani», denuncia sui social Gabriella Caramanica, segretaria nazionale di REA Partito Politico animalista.

Al centro della vicenda c'è Gatto, lo storico micio di vent'anni del Cinema Centrale di Imperia. Il felino. come è noto,  gatto sarebbe stato portato via da una coppia di turisti ma non era affatto un randagio abbandonato. Aveva vent'anni, gli acciacchi dell'età e un carcinoma al naso, patologia per la quale era regolarmente seguito e curato con amore dal proprietario e dalla veterinaria di fiducia e viveva serenamente nel giardino del cinema, un luogo familiare dove tutti lo conoscevano.  Successivamente  è stato condotto in una clinica veterinaria, dove è stato soppresso prima che il proprietario riuscisse anche solo a rintracciarlo.

"Questo fatto richiama l'attenzione sul diffondersi di un animalismo becero, fatto di sensazionalismo e di sedicenti supereroi che, in molti casi, non hanno neanche un animale nelle loro famiglie e che vengono alimentati dagli influencer da tastiera", rilancia Caramanica.

 Il partito ricorda che, "quando si incontra un animale apparentemente solo, salvo i casi di imminente pericolo di vita, investimento o gravi ferite che richiedano un intervento immediato, il primo passo deve essere quello di raccogliere informazioni sul posto e verificare se l'animale abbia un proprietario o persone che se ne prendono cura".

"Lo stesso principio -  sottolinea REA - dovrebbe valere anche per chi accoglie questi animali nelle strutture sanitarie: prima di procedere a un atto irreversibile come la soppressione di un presunto randagio, il veterinario avrebbe il dovere di effettuare ogni verifica possibile e attivare tutti i canali ufficiali previsti".

Il partito animalista, invita, inoltre, a una riflessione sul ruolo dei social network, ritenuti responsabili di alimentare comportamenti impulsivi e azioni prive delle necessarie verifiche. "Se le persone hanno questa voglia irrefrenabile di sentirsi eroi e vogliono togliersi di dosso la smania di aiutare, vadano nei canili e nei gattili ad adottare. Lì ci sono centinaia di animali che aspettano davvero qualcuno che li salvi, invece di strappare dalle loro case e dalla loro vita gatti che un tetto, una famiglia e le dovute cure ce le hanno già», conclude Caramanica.

Diego David

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