Il nuovo decreto del Governo sull'omologazione degli autovelox riaccende il dibattito politico a Imperia. La maggioranza interpreta le nuove disposizioni come la conferma che il contenzioso sviluppatosi negli anni in tutta Italia fosse riconducibile alle incertezze della normativa nazionale e non all'operato delle singole amministrazioni comunali. Dall'opposizione, invece, Luciano Zarbano, capogruppo di Imperia Senza Padroni, sottolinea come il provvedimento dimostri che il problema fosse effettivamente legato a un quadro normativo lacunoso. La maggioranza evidenzia inoltre che le variazioni di bilancio adottate per far fronte ai rimborsi derivanti dalle sentenze del Giudice di Pace sono sempre state gestite nel rispetto della normativa vigente e con la massima trasparenza, sostenendo che l'intervento del Governo smentisca le accuse rivolte negli anni dall'opposizione: "Chi per anni ha trasformato poche migliaia di euro di variazioni di bilancio in un caso politico dovrebbe oggi prendere atto che il problema era nazionale e derivava da un vuoto normativo che il Governo ha finalmente colmato. È il momento di sostituire la propaganda con un'analisi più obiettiva dei fatti", dichiara Daniele Ciccione a nome della maggioranza.
Sulla stessa linea Giovanni Lazzarini, capogruppo di Prima Imperia. "Per anni abbiamo respinto l'accusa che gli autovelox servissero a fare cassa. Oggi il nuovo quadro normativo dimostra che il problema riguardava la disciplina nazionale e non l'operato del nostro Comune, che ha sempre agito con trasparenza e responsabilità", afferma Lazzarini.
L'assessore Mattia Sasso richiama invece l'attenzione sui risultati ottenuti sul fronte della sicurezza stradale: "Gli autovelox hanno contribuito concretamente a ridurre gli incidenti e ad aumentare la sicurezza di automobilisti, motociclisti, ciclisti e pedoni. È questo il risultato che conta e che continuerà a orientare il nostro lavoro: tutelare i cittadini e rendere le strade sempre più sicure, al di fuori di ogni polemica politica", dichiara Sasso.
Critico, invece, Luciano Zarbano, capogruppo di Imperia Senza Padroni :"Imperia dispone di cinque autovelox fissi installati in via Aurelia località Garbella, via Aurelia nei pressi del bivio per Poggi, via Nazionale, e sotto il ponte ferroviario di via Alterisio. Non è dato sapere, ad oggi, se questi dispositivi rientrino tra i 24 modelli sanati dal decreto: in caso negativo, resterebbero privi di omologazione formale e andrebbero sottoposti alla nuova procedura.
A ciò si aggiunge che il decreto non ha effetto retroattivo, considerato che le multe già notificate e i ricorsi pendenti restano regolati dalla vecchia disciplina. A ciò si aggiunge che la sanatoria stessa, un’equiparazione tra approvazione e omologazione disposta per via regolamentare, è giuridicamente contestabile. Infatti nel quadro giuridico italiano una legge, come il Codice della Strada, ha un’autorità superiore rispetto al Decreto Ministeriale sugli autovelox. Questa situazione potrebbe creare possibili nuovi contenziosi anche sulle sanzioni future. Restano infine a carico del Comando di Polizia Locale gli adempimenti tecnici di aggiornamento delle targhette identificative e delle verifiche periodiche.
“Ad oggi, - commenta il consigliere Zarbano – a parte la soddisfazione dei colleghi della maggioranza, l’Amministrazione comunale non ha ancora fornito alcuna comunicazione ufficiale sulla posizione dei dispositivi cittadini rispetto al nuovo regime, nonostante il decreto porti la data dell’8 giugno”. “Una trasparenza doverosa, a tutela sia della sicurezza stradale sia dei diritti dei cittadini automobilisti”, conclude Zarbano.














