Riprendiamo la nostra passeggiata alla scoperta del porto di Oneglia con la seconda parte del viaggio lungo la Calata, realizzata alla fine dell'Ottocento. In origine conosciuta semplicemente come Calata a Mare, nel 1912 assunse il nome di Calata Giovanni Battista Cuneo, in omaggio al grande personaggio onegliese: giornalista, patriota, scrittore e primo biografo di Giuseppe Garibaldi.
Il video
A guidarci tra vicende e curiosità è ancora una volta Francesco Vatteone, che racconta la storia di un luogo ricco di memoria e tradizioni. Dal lavatoio pubblico al deposito franco, passando per la Compagnia Portuale Ludovico Maresca, composta da ciazzini e camalli, figure storiche legate al lavoro sulle banchine.
Il percorso prosegue tra gli antichi depositi di carbone e di stracci, le fabbriche di sapone e la celebre Ciumbaccada, il caratteristico tuffo in mare che per generazioni ha rappresentato un rito dei giovani onegliesi.
Non manca uno sguardo al passato più remoto con il Pian del Moro, dove un tempo veniva innalzato il patibolo per le esecuzioni capitali. Da qui nasce anche uno dei soprannomi più curiosi della città: Ciantafurche, letteralmente "pianta-forche", a testimonianza di una pagina di storia che ancora oggi sopravvive nella memoria popolare.
Un viaggio tra aneddoti, tradizioni e personaggi che permette di riscoprire il porto di Oneglia non solo come luogo di lavoro e commerci, ma anche come autentico custode dell'identità cittadina.
(Video Marco Ausenda)














