(Adnkronos) -
"Jannik è stato superiore". Novak Djokovic si inchina dopo la netta sconfitta contro Jannik Sinner in semifinale a Wimbledon. Il serbo, 39 anni, è stato sconfitto in 3 set dall'azzurro che in finale sfiderà il tedesco Alex Zverev. "Non credo avrei potuto far nient'altro, è stata una bella lezione. Ero mezzo passo più lento su ogni colpo, Jannik è stato superiore a me di almeno un livello. Io non stato abbastanza reattivo, non avevo sufficiente equilibrio: c'era poco da fare. Mi sentivo bene fisicamente, lui è stato dominante in campo: è stato semplicemente migliore, bisogna fare i complimenti e basta. Io il migliore del mondo in risposta? Lo ero...", dice Djokovic in conferenza stampa.
Il serbo oscilla tra la soddisfazione per una competitività 'eterna' e la delusione per la sconfitta. "Io do sempre il massimo. L'anno scorso ho raggiunto 4 semifinali nei tornei dello Slam. Quest'anno, finora, ho raggiunto una finale e una semifinale. Per il 99% dei giocatori sarebbe un risultato ottimo a livello di Slam, per me non è abbastanza buono. Sono fortunato e allo stesso tempo maledetto, sono abituato a risultati di altissimo livello. In un certo senso sto facendo i conti con me stesso: mi dico 'è incredibile che tu sia ancora in grado di giocare a un livello così alto e spingere i giovani al limite'", dice.
"Allo stesso tempo, continuo ad avere aspettative altissime. Mi piace la competizione, mi piace questo brivido e per viverlo sopporto un peso notevole a livello fisico. Sono contento che in questo torneo il corpo abbia retto piuttosto bene", ammette. "Quando sto bene, sento che sono ancora in grado di giocare come un top 5, sono ancora in grado di competere al livello più alto. Cerco di vivere un giorno alla volta, nessuno mi costringe a giocare e non avverto pressione particolare. Gioco perché voglio e perché posso farlo ancora ad alto livello", spiega ancora. Quindi, ci si vede a Wimbledon nel 2027? "Vediamo, mi piacerebbe giocare qui ancora un anno".













