Meno case disponibili e prezzi sempre più alti: è questa la fotografia del mercato immobiliare di Imperia. I dati emergono dall’Osservatorio trimestrale sul mercato residenziale ligure realizzato da Immobiliare.it Insights.
Nel settore delle compravendite, nel comune di Imperia lo stock di immobili disponibili si riduce dell’8,3 per cento su base annua, mentre il calo si attesta al 4,2 per cento considerando l’intera provincia. Contestualmente aumentano anche i prezzi: nel capoluogo il valore medio raggiunge i 2.084 euro al metro quadrato, in crescita del 3,3 per cento rispetto all’anno precedente. Ancora più elevati i valori a livello provinciale, dove si arriva a circa 3.720 euro al metro quadrato (+3 per cento).
Per quanto riguarda gli affitti, la contrazione dell’offerta è ancora più marcata: -33,3 per cento nel comune e -23,6 per cento nella provincia nell’ultimo anno. Allo stesso tempo cresce la pressione della domanda, che a Imperia segna un +34,9 per cento. Si alzano anche i canoni: nel comune i prezzi degli affitti aumentano del 20 per cento, attestandosi a 11,1 euro al metro quadrato, mentre in provincia l’incremento è più contenuto (+4,2 per cento), con una media di 13,6 euro al metro quadrato.
In generale, il mercato immobiliare ligure mostra segnali di crescita nel primo trimestre del 2026. Rispetto allo stesso periodo del 2025, sia i prezzi di vendita sia i canoni di locazione risultano in aumento, rispettivamente del 3 per cento e del 6 per cento. Attualmente, acquistare un’abitazione in Liguria richiede una spesa media di 2.743 euro al metro quadrato, dato che rende la regione la terza più cara in Italia, alle spalle di Trentino-Alto Adige e Lombardia. Per affittare, invece, la spesa media si attesta a 11,5 euro al metro quadrato.
Per quanto riguarda gli altri indicatori del mercato residenziale, la pressione della domanda è positiva nel settore delle compravendite (+5,9 per cento su base annua), mentre registra una contrazione del 6 per cento nel comparto delle locazioni. L’offerta, invece, cala nel primo caso (-5,8 per cento) e cresce a doppia cifra nel secondo (+18,9 per cento).














