Una scia di luce ha percorso la pista ciclabile dall'ex stazione di Porto Maurizio e quella di Oneglia, in un simbolico cammino di memoria e impegno civile. La fiaccolata “100 passi verso il 21 marzo”, organizzata dall’associazione Libera, ha visto la partecipazione di circa 250 persone tra cittadini, associazioni e rappresentanti delle istituzioni locali. Erano presenti il procuratore della Repubblica Alberto Lari, la Prefettura ed esponenti del Partito Democratico, di Alleanza Verdi e Sinistra e di Rifondazione Comunista.
Lo slogan che accompagna questa edizione è “Rigenerare legami per costruire un futuro senza mafie né corruzione”: un invito a rafforzare la responsabilità collettiva e a rinnovare l’impegno civile contro tutte le forme di criminalità organizzata. "Ci rappresenta una formica, un richiamo al suo lavoro paziente e collettivo. Ha due stomaci: uno che riempie per nutrirsi e l’altro per nutrire la sua comunità – racconta la referente provinciale di Libera, Maura Orengo –. Noi dobbiamo abbandonare l’individualismo e fare in modo che la società diventi più giusta, anche in nome delle vittime innocenti delle mafie".
Il 21 marzo, primo giorno di primavera, è anche la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, istituita con legge il 1° marzo 2017. La giornata nasce dal dolore di una madre, Carmela, mamma di Antonino Montinaro, il caposcorta del giudice Giovanni Falcone, ucciso nella strage di Capaci. Il suo dolore si trasformò in un appello: ricordare le vittime, pronunciare i loro nomi. Perché la perdita diventa ancora più insopportabile quando a una vittima viene negato persino il diritto di essere ricordata. Dal 1996, ogni anno, una città diversa ospita la manifestazione nazionale: un lungo elenco di nomi scandisce la memoria che diventa impegno quotidiano. Recitare nomi e cognomi, come un interminabile rosario civile, è un modo per non far dimenticare. Quest’anno l’evento conclusivo si terrà a Torino.
Sono più di mille le vittime innocenti delle mafie: donne e uomini che hanno perso la vita a causa della violenza mafiosa. Tra loro magistrati come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Francesca Morvillo, Bruno Caccia e Rosario Livatino, ma anche numerosi rappresentanti delle forze dell’ordine e semplici cittadini che non hanno accettato minacce e intimidazioni. Tra le vittime ci sono inoltre più di cento bambini, uccisi per vendetta o perché coinvolti in faide e attentati.
Alla manifestazione hanno aderito realtà locali: Aifo, Anffas, Anpi, Arci, ApertaMente, Camera del Lavoro-Cgil, Cisl, Coop Liguria, Gruppo Ecologico Partigiani Val Prino, Isrecim, Pace Lavoro Legalità, Sorelle Clarisse Porto Maurizio e Spes.























