“Difendere l’allevamento significa difendere l’identità dell’entroterra ligure, la sua sicurezza idrogeologica e il suo futuro economico”, si legge nel documento. “Senza pastori non esiste territorio e senza sicurezza non può esserci futuro”. L'appello contenuto in un documento ufficiale è stato presentato lanciato nel corso del convegno sui lupi in provincia al presidente dell’Amministrazione provinciale Claudio Scajola, ai sindaci presenti e agli assessori regionali Alessandro Piana e Marco Scajola da parte degli allevatori del territorio.
Il grido d’allarme che si leva da località come Imperia, Diano Marina, San Bartolomeo al Mare, Villa Faraldi, Oliveto, Pontedassio, Stellanello, Conna e Torria, si legge nel documento, "non è un’esagerazione, ma la cronaca quotidiana di un entroterra che si sente assediato e abbandonato".
"Non si tratta di una criticità sporadica, bensì di attacchi sistematici che avvengono ormai a ridosso delle abitazioni, sui sentieri frequentati dai turisti e nei pascoli storici, dove pecore e capre vengono sbranate nonostante la presenza di recinzioni, cani da guardia o la costante vigilanza degli allevatori".
Secondo quanto denunciato dagli agricoltori, "l’escalation di violenza predatoria sta spingendo molti operatori alla resa. Le stalle chiudono, i pascoli si svuotano e il territorio, privato del presidio umano, muore lentamente sotto il peso dell’incuria. Una situazione che, evidenziano gli allevatori, non riguarda solo il comparto agricolo ma investe la sicurezza di cittadini, agricoltori e famiglie. La presenza di branchi sempre più confidenti e vicini ai centri abitati rappresenterebbe ormai un rischio concreto per l’incolumità pubblica".
Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato. "Non sono più sufficienti - sottolineano gli allevatori - indennizzi parziali e tardivi né una burocrazia considerata distante dalla realtà quotidiana delle aziende agricole".
Le istanze avanzate sono chiare: interventi di controllo diretti sui branchi problematici, misure di tutela "efficaci per chi vive e lavora nelle zone rurali e una presa di posizione istituzionale netta su una questione" che, secondo i firmatari, "non può più essere rimandata".
L’appello conclusivo è diretto alle istituzioni: "Intervenire con rapidità per garantire il diritto di vivere e lavorare in sicurezza nelle valli dell’entroterra".














