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Economia | 26 febbraio 2026, 07:00

La Liguria in febbraio: quando Sanremo vale quanto un'estate intera

C'è un momento nell'anno in cui la Liguria smette di essere una destinazione stagionale e diventa il centro del mondo

La Liguria in febbraio: quando Sanremo vale quanto un'estate intera

C'è un momento nell'anno in cui la Liguria smette di essere una destinazione stagionale e diventa il centro del mondo.

Dura cinque giorni, si svolge in un teatro da poco più di mille posti e muove centinaia di milioni di euro.

Chi viaggia verso il Ponente ligure in questo periodo sa già che troverà strutture piene, prezzi in linea con luglio e un'atmosfera che non ha nulla da invidiare all'alta stagione. 

Non è un caso che chi cerca ad Imperia bed and breakfast in quei giorni debba prenotare con settimane, se non mesi, di anticipo: il Festival di Sanremo ha trasformato febbraio nella seconda estate della Riviera, e i numeri lo confermano senza margini di dubbio.

Un motore economico da 252 milioni di euro 

L'ultima edizione del Festival di Sanremo ha generato un impatto diretto complessivo di 252,1 milioni di euro, superando i 245 milioni dell'anno precedente, con un valore aggiunto di circa 96 milioni di euro e l'attivazione di oltre 1.300 posti di lavoro lungo l'intera filiera. 

Si tratta di cifre comparabili al contributo al PIL di un piccolo distretto produttivo italiano, non di un semplice evento televisivo.

Il trend è in costante ascesa. L'edizione 2025 aveva già segnato un incremento significativo rispetto al 2024, attestandosi a 245 milioni contro i circa 205 milioni dell'anno precedente, con 1.459 posti di lavoro creati contro i 1.327 dell'edizione precedente.

Per il 2026, le stime del Ministero del Turismo prevedono che il valore economico complessivo generato sul territorio supererà i 200 milioni di euro, con un incremento del 9,2% rispetto ai 184 milioni della filiera turistica stimati per il 2025, e con 7.250 arrivi attesi e quasi 40.000 pernottamenti, in aumento del 14,3%. 

Sono numeri che, se distribuiti sull'intero territorio regionale, reggono benissimo il confronto con i picchi dell'alta stagione balneare.

Per capire la proporzione, basti ricordare che in un'estate record la Liguria aveva totalizzato circa 2,4 milioni di presenze a luglio e circa 3 milioni ad agosto. Il Festival concentra il suo effetto in soli cinque giorni, ma con una densità di spesa e un'intensità mediatica che moltiplicano il valore economico ben oltre le presenze fisiche. 

La qualità della spesa: un turista diverso, ma altrettanto prezioso 

Il visitatore del Festival non è il classico turista balneare che porta il panino da casa. Le cinque serate del Festival registrano un tasso di occupazione dei posti pari al 90%, con una spesa media giornaliera per spettatore stimata intorno ai 500 euro, considerando trasporti, pernottamenti, ristorazione e consumi accessori.

Una cifra che racconta molto del profilo socioeconomico di chi sceglie di essere a Sanremo in quei giorni.

Il profilo del visitatore è quello di un turista consapevole, composto per il 58% da coppie, seguite da viaggiatori singoli e nuclei familiari, che pianifica il viaggio con un anticipo medio di 56 giorni, e per quasi due terzi sceglie strutture alberghiere.

Un pubblico organizzato, con capacità di spesa elevata e abitudini di consumo che si distribuiscono su tutto il territorio provinciale, non solo nella città di Sanremo. 

È proprio questo effetto di diffusione geografica uno dei punti più interessanti dal punto di vista economico. L'incremento della domanda si riflette anche nelle località limitrofe a Sanremo, come Diano Marina, San Bartolomeo al Mare e Imperia, che beneficiano della vicinanza alla sede della manifestazione registrando un aumento delle presenze turistiche. Per chi gestisce strutture ricettive nel comprensorio imperiese, il Festival rappresenta dunque un'opportunità reale e misurabile, non una suggestione.

L'effetto mediatico: il valore che dura tutto l'anno 

Uno degli aspetti più sottovalutati dell'impatto economico del Festival riguarda la copertura mediatica. 

La componente più rilevante dell'impatto complessivo è rappresentata da circa 150 milioni di euro derivanti dalla forza comunicativa dell'evento: oltre 101 milioni generati dalla copertura mediatica mondiale e circa 48 milioni dalla valorizzazione del brand territoriale, ovvero il prestigio che la città e le sue imprese acquisiscono grazie all'esposizione internazionale.

In parole semplici, Sanremo non promuove solo sé stessa. Promuove la Liguria, il suo paesaggio, la sua enogastronomia, il suo clima. Le immagini della Riviera che fanno da sfondo ai collegamenti televisivi in tutta Europa valgono decine di milioni in termini di comunicazione turistica che nessuna campagna pubblicitaria potrebbe acquistare a quel prezzo. Il risultato si vede nei mesi successivi, quando le prenotazioni primaverili sul Ponente ligure mostrano puntualmente una crescita superiore alla media regionale.

Febbraio contro agosto: una sfida più equilibrata di quanto sembri 

Per anni febbraio è stato considerato un mese morto per il turismo ligure, un vuoto tra le festività natalizie e la primavera. Il Festival ha cambiato radicalmente questa percezione. Mentre agosto rimane il mese con il volume assoluto più alto di presenze, il rapporto qualità-quantità economica di febbraio è oggi tutt'altro che sfavorevole.

In agosto la Liguria è piena, certo, ma di un turismo spesso a basso costo, frammentato, con soggiorni brevi e prenotazioni sotto data. 

Il turista del Festival, come visto, pianifica con quasi due mesi di anticipo, soggiorna in media oltre cinque giorni, spende 500 euro al giorno e sceglie strutture alberghiere certificate. 

In un settore in cui la destagionalizzazione è diventata la priorità strategica dichiarata da ogni amministrazione regionale degli ultimi anni, il turismo in Liguria non è più legato solo all'estate, ma è ormai un fattore di sviluppo economico su dodici mesi: e il Festival ne è l'esempio più lampante e più potente. 

Un modello replicabile, un patrimonio da difendere 

Quello che Sanremo ha costruito in decenni non è solo una manifestazione musicale. 

È un modello di sviluppo territoriale basato su un grande evento catalizzatore, capace di attivare l'intera filiera dell'accoglienza, della ristorazione, del commercio e dei servizi in un periodo tradizionalmente difficile.

Secondo le previsioni degli analisti, il Festival continuerà a essere un rilevante motore di crescita economica per la Regione Liguria con interessanti ricadute per l'intero Paese, con una crescente attenzione degli sponsor e un aumento della partecipazione del pubblico come indicatori positivi per le prossime edizioni.

Per chi vive e lavora nel turismo sul Ponente ligure, la lezione è chiara: febbraio non è più bassa stagione.

È una finestra di opportunità che vale quanto l'estate, a volte di più. E chi impara a coglierla, aggiornando prezzi, servizi e strategie di prenotazione con la stessa cura riservata ad agosto, ha già capito come funziona davvero il turismo del futuro in questa splendida regione.




 



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