Il prossimo 16 marzo sarà una data storica per il Marina di Imperia. “Saranno aperte le buste delle offerte per l’appalto delle opere portuali – spiega Stefano Gandolfo, amministratore unico della società –. Certo, il porto ha un passato tragico segnato dal fallimento della precedente società, dall’annualità della concessione e da complesse e costose procedure burocratiche anche per arrivare a questa fase ma il bando servirà appunto a sanare tutta una serie di problemi e a completare un’opera che non è terminata”.
E allora saranno evidenti gli operatori interessati seriamente a intervenire. "Allora - aggiunge Gandolfo - si potranno conoscere i progetti presentati per riportare il Marina tra le grandi strutture diportistiche del Mediterraneo. Abbiamo i nomi degli imprenditori interessati e ci risulta si tratti di aziende solide”.
Ma non mancano i problemi. La struttura imperiese per il diporto da sempre è carica di alcuni pesanti fardelli come la mancanza del servizio carburante, di locali commerciali e di ristorazione, della illogica posizione dei servizi igienici pochi e lontani dalle barche più piccole, della capitaneria e della sede degli ormeggiatori. “Sono tutti elementi che dovranno essere presi in considerazione dai nuovi progetti – spiega –. Le varie carenze, infatti, saranno sanate, questo porto ha notevoli potenzialità: le aziende che opereranno qui dovranno offrire garanzie blindate”.
Certo che non pochi utenti sono emigrati in altri porti: i proprietari di posti barca vittime del fallimento che dovevano pagare quell’ormeggio già pagato, altri vittime, invece, dell’aumento dei canoni forse giustificato ma non accettato sono emigrati mettendo così in evidenza troppa ʽacqua liberaʼ tra i pontili. “Non abbiamo ancora la realistica analisi della situazione - premette Gandolfo – la prossima settimana completeremo il colloquio con gli utenti proprio per fare il punto dell’attuale momento”.
Comunque, nel panorama dell’amministratore unico, il marina sarà dotato della capitaneria, della torre piloti, e anche dei locali tipici dei porti turistici. “Le attuali sedi della direzione, degli ormeggiatori e dell’ufficio parcheggi – prevede Gandolfo – saranno trasferite e quelle aree potranno essere utilizzate per quegli esercizi che mancano”.
Purtroppo nell’area di San Lazzaro, quando soffia il libeccio, il vento da sud-ovest, gli scafi ormeggiati subiscono una fastidiosa e rischiosa risacca. “Per risolvere quel problema – ammette – sarebbe necessaria una nuova progettazione dei moli e altri dieci anni di lavori”. Il tempo non aspetta, il Marina di Imperia potrà essere all’altezza della moderna nautica da diporto, secondo Gandolfo: “Abbiamo subito pesanti critiche per l’aumento dei canoni di ormeggio – ricorda – ma non risulta che nei porti vicini siano migliori mentre qui possiamo offrire anche il posto auto gratuito”.














