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Arti marziali | 20 gennaio 2026, 07:00

Karate, la DKD apre il 2026 in Croazia: bronzo per Giorgia Di Latte al Grand Prix di Rijeka

Prima uscita internazionale dell’anno in un contesto da grandi numeri: l’esperienza del gruppo

Karate, la DKD apre il 2026 in Croazia: bronzo per Giorgia Di Latte al Grand Prix di Rijeka

Il 2026 agonistico della DKD Karate si apre lontano da casa,  nel contesto dei grandi palchi del karate. La prima uscita dell’anno porta gli atleti liguri a Rijeka, in Croazia, per il Grand Prix Croatia, manifestazione internazionale dai numeri imponenti: oltre millecinquecento iscrizioni, più di mille duecento atleti, 232 club e 27 nazioni rappresentate. In questo scenario arriva anche il primo podio stagionale. Giorgia Di Latte conquista la medaglia di bronzo nella categoria U12 -39 kg, firmando un risultato tutt’altro che scontato. Un bronzo che è degno di nota, perché maturato in una categoria affollata e in un torneo in cui ogni turno equivale a una finale anticipata. 

Accanto a lei, Gaia Di Latte affronta una doppia prova complessa. Nei Cadetti -54 kg chiude al settimo posto su 61 atlete, mentre nella categoria U14 -52 kg termina undicesima su 27.  Buone sensazioni arrivano anche dal resto del gruppo. Clelia Nistor Rava chiude settima nella U12 -39 kg,. Nei 55 kg U14, sia Filip Nushi sia Leonardo Hojda chiudono all’undicesimo posto dopo percorsi combattuti, mentre Dionis Nushi, nella U12 -27 kg, si ferma al primo turno ma lascia il tatami con una buona prova.

Da segnalare anche la presenza di Sergio D’Ercole, atleta aggregato della ASD SKWR Camporosso, alla sua prima esperienza internazionale. Anche per lui l’eliminazione arriva subito, ma in un contesto di altissimo livello che rappresenta un passaggio formativo significativo.

A raccontare il valore reale della trasferta è Andrea Di Latte, che va oltre il risultato secco: “È stata una gara durissima dal punto di vista tecnico. Nell’Est Europa il karate è uno sport sentito, vissuto con un tifo da stadio e in maniera molto maschia: non si fa nulla per finta. Portare a casa una medaglia in un contesto del genere è difficilissimo”.

Il responsabile DKD sottolinea anche l’impatto simbolico del risultato: “È bello sapere che una persona parte da Diano Castello e riesce a salire su un podio in una gara di questo livello. Un’esperienza così ti fa crescere come se avessi affrontato cinque competizioni di alto livello”. Infine, il valore del sacrificio condiviso: "Queste gare sono trampolini per atleti che poi diventano campioni. Fa enormemente piacere aver portato i ragazzi fin qui, affrontando sacrifici di allenamenti, famiglie e 1500 chilometri di trasferta per ottenere risultati come questi”.

Morgan Germinario

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