Via XXV Aprile a Oneglia si è svegliata ieri in uno stato che lascia poco spazio alle interpretazioni. Sacchi di spazzatura abbandonati in mezzo alla carreggiata, rifiuti sparsi davanti alle vetrine e un colpo d’occhio che, secondo chi lavora nella zona, "non è degno di una città civile".
Le attività commerciali della via, a circa 600 metri da piazza Dante, segnalano una situazione che definiscono "ormai cronica". "Il degrado - spiegano - non è più un episodio isolato ma una condizione abituale che penalizza chi ogni giorno alza la serranda e cerca di accogliere clienti in un contesto sempre più difficile.
I commercianti della zona evidenziano come la presenza costante di spazzatura in strada danneggi l’immagine delle loro attività, allontani i visitatori e renda vano qualsiasi sforzo di rilancio economico. A loro avviso, il problema non è la mancanza di regole, ma "l’assenza di controlli e di una reale attenzione al decoro urbano". Tra gli operatori cresce anche il malcontento per quelle che vengono percepite come priorità sbagliate. "Mentre si moltiplicano autovelox e sanzioni - spiegano - la pulizia e il controllo del territorio sembrano passare in secondo piano, lasciando intere strade in balia dell’incuria.
Il confronto con scenari ben lontani dal centro cittadino nasce spontaneo tra chi vive e lavora in via XXV Aprile: "questa non è una periferia dimenticata", sottolineano, "ma una strada centrale che dovrebbe rappresentare la città e non diventarne il simbolo del degrado". La richiesta che arriva dai commercianti è chiara: meno indifferenza e più presenza sul territorio, perché via XXV Aprile non può essere trattata come una zona di nessuno. E soprattutto, ribadiscono, non è Kabul, ma una via del centro che merita rispetto.














