Sarebbe la concessione di un tratto autostradale il modello a cui guarda la Regione Liguria e non un ingresso nell’azionariato di Aspi. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Marco Bucci in risposta a un’interrogazione di Avs sulla possibilità che la Regione acquisisse delle quote azionarie di Autostrade per l'Italia. Ma anche i rincari dei pedaggi autostradali sono stati affrontati nell’interrogazione di Avs e del Pd.
"Non si è mai parlato di entrare nell’azionariato di Aspi - ha detto tranchant Bucci – ma guardiamo invece al modello di regioni come Lombardia e Trentino-Alto Adige, che vuol dire essere concessionari di un tratto autostradale. Ci sono ovviamente ipotesi sul tavolo, ma che non sono una priorità numero uno. Prima c’è il trasporto pubblico locale, poi ci sono i treni e poi le autostrade. Il giorno in cui saremo concessionari avrete tutto il diritto di dire che è colpa nostra se ci sono i cantieri e se le tariffe aumentano".
Sulle tariffe autostradali si è concentrata l’interrogazione del Pd. "Nei giorni scorsi – ha detto il capogruppo dei Democratici Armando Sanna – sono entrati in vigore nuovi aumenti dei pedaggi autostradali sulle tratte liguri, con incrementi medi pari a circa l’1,5 per cento, come previsto dai meccanismi tariffari applicati dai concessionari. Tali aumenti si sommano a rincari già registrati negli anni precedenti e incidono su una rete autostradale che, in Liguria, presenta ancora una quota molto elevata di tratti interessati da cantieri, restringimenti di carreggiata, deviazioni e limitazioni di velocità".
"Volete far passare i cantieri e una sentenza della Corte Costituzionale che ha autorizzato i concessionari ad aumentare i pedaggi – ha affermato l’assessore Giacomo Giampedrone – come una mancata volontà della Regione. Parliamo limitatamente ai tratti autostradali di Aspi che hanno concessioni vecchie. La A12 e la A10, che hanno un altro concessionario, non hanno avuto alcun tipo di rincaro; su questi abbiamo potuto intervenire".














