Nonostante i ripetuti proclami dell’amministrazione comunale e l’annuncio del sindaco Claudio Scajola di un porto “faraonico”, culminato nel bando che apre ai privati per la conclusione dell’incompiuto bacino portuale, il Porto di Imperia sta attraversando una fase di progressivo spopolamento.
A pesare in modo determinante è stata anche la ritardata comunicazione del mancato rinnovo per il 2026 della concessione provvisoria, rinnovata anno dopo anno dal 2014 e destinata a essere sostituita da una nuova concessione sessantacinquennale con decorrenza dal 1° settembre 2025. In questo contesto di incertezza, numerose imbarcazioni, sia di titolari di posto barca sia di affittuari, hanno abbandonato il porto di Imperia, affrontando persino le proibitive condizioni del mare degli ultimi giorni pur di trasferirsi in altre strutture.
Le motivazioni di questo esodo sono riconducibili principalmente alle condizioni più vantaggiose offerte dai porti vicini a Imperia, sotto molteplici aspetti. Per quanto riguarda gli affitti annuali, sia quelli praticati da Marina di Imperia sia quelli offerti da privati, le tariffe risulterebbero decisamente più competitive. A Imperia, a causa delle condizioni ancora precarie del porto, gli affitti da privati sono rimasti per anni su livelli molto bassi.. Per molti diportisti affittuari, il passaggio dagli attuali canoni privati alle tariffe che il Marina di Imperia intende applicare dal 2026 equivale a un raddoppio, se non a un aumento ancora maggiore, della spesa annuale.
Particolarmente penalizzanti risultano le tariffe per acqua ed energia elettrica. Nei porti limitrofi, il costo dell’acqua si aggira, per esempio, intorno a 1 euro/m³, contro gli oltre 8 euro/m³ richiesti a Imperia. Nei porti vicini, inoltre, il consumo è misurato tramite contatori volumetrici, mentre a Imperia i contatori non esistono e il conteggio avviene esclusivamente in base al tempo di apertura della valvola di erogazione, senza alcuna reale correlazione con i metri cubi effettivamente erogati, con evidenti incongruenze negli addebiti.
Anche le tariffe dei parcheggi auto all’interno del porto rappresentano un ulteriore elemento di criticità. Nei porti limitrofi si parla di circa 300 euro /anno, contro i 600 euro/anno richiesti dal Marina di Imperia, con la possibilità, altrove, di abbonamenti mensili e semestrali, soluzioni non concesse a Imperia. Inoltre, contrariamente a quanto avviene nello scalo imperiese, dalle 20 alle 8 il parcheggio è spesso gratuito e la franchigia per il carico e scarico arriva fino a due ore, contro i 30 minuti concessi a Imperia.
Il risultato è un progressivo svuotamento del Porto di Imperia, in evidente contrasto con le ambizioni di rilancio annunciate, e una crescente insoddisfazione tra i titolari di posto barca e i diportisti, che continuano a trovare nei porti limitrofi condizioni economiche, operative e gestionali decisamente più sostenibili.














