Intervista di fine anno al sindaco Claudio Scajola, non si è fatta attendere la replica del consigliere Pd Ivan Bracco: "Con un sindaco che si permette di offendere e insultare pubblicamente una parte dei cittadini imperiesi, direi la maggioranza, credo che solo un 25 Aprile possa rappresentare una risposta adeguata". "Qui di ignoranti, suonati e presuntuosi non c’è la città, ma solo chi si permette di pronunciare simili insulti. Parole che nascono da un’unica realtà ormai evidente: a Imperia esiste finalmente un’opposizione, di centrosinistra e di centrodestra, che ha scelto di non scendere a compromessi e di non piegarsi al potere per un misero piatto di lenticchie", sottolinea con durezza Bracco.
“Questa novità -insiste il consigliere dem - manda evidentemente fuori controllo chi era abituato a gestire tutto e tutti senza contraddittorio. Quel tempo è finito: il vento è cambiato e continuerà a soffiare con ancora maggiore forza. È necessario chiarire il senso delle segnalazioni, tanto criticate dal ‘Faraone’. I consiglieri comunali hanno il dovere di verificare e controllare l’operato dell’amministrazione: è il contrappeso previsto dalla Costituzione”.
“Quando chi governa rifiuta qualsiasi confronto costruttivo, chiude ogni spazio di dialogo e porta avanti in modo autoritario scelte politiche rilevanti, porto turistico, porto commerciale, navette, SAIRO, scuole dei Piani, semaforo sul ponte Impero (dove sono stati spesi 150 mila euro che si sarebbero potuti evitare ascoltando l’opposizione e aprendo da subito l’argine destro), l’unica strada rimasta per far rispettare le regole e valutare la regolarità contabile e/o penale delle decisioni assunte in solitudine è la segnalazione agli organi competenti. Questo è un dovere istituzionale, non un atto di pirateria”.
Sul porto commerciale il sindaco mente sapendo di mentire. La proposta di dividere l’area portuale in una parte turistica e una commerciale, da me presentata sia in Consiglio comunale sia alla stampa, risolverebbe i problemi esistenti portando ricchezza senza perdere un solo posto di lavoro. Ma il vero motivo è un altro, e il ‘Faraone’ lo sa benissimo: l’intenzione è quella di regalare l’intero porto commerciale di Oneglia a un soggetto privato che, forse, completerà il porto turistico. Un’area con banchine da 100 metri, fondamentali per la cantieristica. Ma cosa pensa, che siamo tutti ingenui? Il vento è cambiato. Si può insultare quanto si vuole, ma non si possono fermare gli ideali di democrazia. "I porti sono della città e vanno difesi con ogni mezzo”, conclude Bracco.






