Prosegue il processo per favoreggiamento a carico del sindaco di Imperia, Claudio Scajola, accusato di aver tentato di ostacolare un sopralluogo della polizia locale in un terreno del meccanico Antonio Maiolino, sospettato di abusi edilizi. Protagonista dell’udienza odierna, svoltasi presso il Tribunale del capoluogo, Ilvo Calzia, all'epoca dirigente del settore Urbanistica, Edilizia privata e Beni ambientali del Comune.
Davanti alla giudice Francesca Eleonora Chiara Di Naro, rispondendo alle domande del pm Lorenzo Fornace, Calzia ha raccontato che i coniugi Maiolino avevano ipotizzato di trasferire la loro attività in un terreno di loro proprietà a Montegrazie, un'opzione non percorribile perché l'area era ad uso agricolo e comunque troppo distante. In seguito è stata presentata un'istanza per la realizzazione di un capannone a Caramagna: "Era irricevibile, perché mancava la documentazione", ha dichiarato Calzia. Nel 2021, invece, è stato presentato un secondo progetto riguardante una tensostruttura: "Il signor Maiolino era un po' confuso e non supportato adeguatamente dai tecnici e ho comunicato che quella struttura sarebbe potuta restare in piedi solo per 180 giorni, poi sarebbe diventata abusiva".
Calzia ha spiegato che la vicenda era nota al sindaco Scajola: "Almeno una riunione l'abbiamo fatta, mi chiese quale fosse la situazione e se fosse possibile trovare una soluzione per sanare le opere. Risposi che le opere per come erano state realizzate non erano sanabili".
Il primo cittadino, durante le dichiarazioni volontarie, ha sottolineato: "E' dovere di chi amministra cercare una soluzione. Ho chiesto di valutare una possibilità per consentire a Maiolino di proseguire la propria attività".














