L'Amarcord - 01 novembre 2025, 13:05

L'AMARCORD DEL SABATO. La prof di italiano entra in aula e un'intera classe esce per protesta: "Troppo autoritaria"

Ragazzi sospesi per 5 giorni, poi il rientro. Ma il caso finisce su giornali e rotocalchi nazionali

L'AMARCORD DEL SABATO. La prof di italiano entra in aula e un'intera classe esce per protesta: "Troppo autoritaria"

Inizio febbraio 1974, Imperia finisce sulle prime pagine dei quotidiani e dei rotocalchi nazionali per una vicenda...scolastica. 

Un'intera classe del liceo scientifico Vieusseux contesta duramente una professoressa: quando lei entra in aula, gli alunni se ne vanno. Il caos è clamoroso. Protagonisti gli studenti della IV sezione A. Hanno sostenuto, in una lettera inviata al preside, che l'insegnante "è troppo severa e interroga a sorpresa". La docente, alta, bruna, sulla trentina, un figlio di quindici mesi, insegna italiano e latino. "Di stampo troppo antico ed eccessivamente autoritaria. Non ci dà alcun consiglio, rifiuta il colloquio e la discussione. Interroga all'improvviso, sempre con l'intenzione di prenderci in fallo". Queste le lamentele degli alunni che, tramite due delegati hanno voluto incontrare il preside, consegnandogli una lettera di rimostranze verso la professoressa.

"Non siamo più disposti a tollerare certi metodi: o se ne va lei o ce ne andiamo noi". La situazione è tesa, certamente fuori del comune. La docente, ai giornalisti che l'hanno contattata, si è limitata a un "non posso dire nulla". Sulla vicenda si pronuncerà il giorno dopo il consiglio dei professori, convocato d'urgenza nel giro di sole 24 ore. L'improvvisa contestazione della classe del Vieusseux ha fatto sensazione, anche in città. La professoressa è nota e apprezzata. Insegna al liceo già da qualche anno, nonostante la giovane età, ma non  era mai accaduto nulla di così clamoroso. Tra l'altro, insegna anche in un'altra classe, la V B, dello stesso istituto. E, paradossalmente, qui sembra che gli studenti non abbiano niente da ridire sul suo conto. Anzi, prendono persino le distanze dai colleghi. Hanno anche indirizzato una lettera al preside, agli studenti ed ai giornali. 

"In merito alla posizione assunta dagli studenti della IV A, desideriamo chiarire la posizione della V B prima che qualsiasi decisione degli organi competenti ci possa danneggiare. Dovendo quest'anno affrontare gli esami di Stato, desideriamo fermamente chiarire la nostra intenzione di voler proseguire gli studi di italiano sotto la guida della professoressa, in quanto la preparazione fornitaci sino a oggi dalla stessa, viene ritenuta adeguata per superare l'impegno della maturità così come è tuttora strutturata". Una lettera che rischierà di creare un contrasto acceso tra le due classi del Vieusseux, proprio nel giorno in cui la richiesta di allontanamento dell'insegnante che si trova al centro della disputa riceverà una risposta dal preside. 

Il giorno successivo arriva l'attesa "sentenza": l'insegnante contestata resterà al suo posto. Preside e collegio professori definiscono "immotivato " il ricorso degli studenti. Ma gli alunni contestatori non si arrendono e minacciano nuove agitazioni.
"Visto che è stato respinto il nostro esposto, ne presenteremo un secondo. Nel frattempo, e cioè sino a che non riceveremo una risposta esauriente, continueremo nella forma di protesta che abbiamo unanimente deciso". I diciotto ragazzi, tutti maschi, si asterranno dall'intervenire alle lezioni. Il preside, dopo l'incontro con i contestatori, ha spiegato che "i ragazzi avevano presentato un esposto in cui mettevano in discussione il metodo di insegnamento e il trattamento della professoressa, definendoli incompatibili con le necessità scolastiche e umane. 

C'è stato, al riguardo, un intervento del consiglio di classe. Tutti gli insegnanti, nessuno escluso, hanno ritenuto insignificanti e immotivati gli apprezzamenti espressi. La docente gode della stima di tutto il corpo insegnante. Lei si preoccupa di dare una base consistente a degli allievi che l'anno prossimo dovranno frequentare l'ultimo corso e, quindi, pretende da loro un certo risultato". Intanto, però, la contestazione continua. Dal lunedì successivo, i diciannove studenti riprenderanno a disertare le lezioni. A questo punto, il preside interviene. Con durezza. La classe viene sospesa per cinque giorni. Il regolamento scolastico d'altronde parla chiaro: per  gesti o azioni con colpa grave la sanzione prevista varia da cinque a quindici giorni di sospensione.  Detto fatto. Passati i cinque giorni, il rientro a scuola era attesissimo, per capire l'evoluzione del caso. Con una certa sorpresa, la lezione della professoressa si svolge regolarmente, con tutti gli alunni seduti al loro posto. Si chiude così una storia che, ancora oggi, gli ex alunni del Vieusseux di quel 1974, ricorderanno ai loro nipotini con un pizzico di nostalgia.

Giorgio Bracco

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