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Attualità | 30 settembre 2025, 13:33

Dal ritrovamento al largo di Imperia al ritorno in mare: Thalassa, la tartaruga Caretta caretta, torna libera

Curata all’Acquario di Genova dopo il soccorso è la prima rilasciata con tag satellitare per il monitoraggio scientifico

Dal ritrovamento al largo di Imperia al ritorno in mare: Thalassa, la tartaruga Caretta caretta, torna libera

È tornata oggi a nuotare nel suo habitat naturale Thalassa, la tartaruga marina Caretta caretta soccorsa a fine luglio al largo di Imperia. Dopo oltre due mesi di cure presso il centro di recupero dell’Acquario di Genova, l’esemplare è stato rilasciato questa mattina nel Mar Ligure a bordo dell’unità navale GC B132 della Capitaneria di Porto - Guardia Costiera di Genova. L’animale, un adulto di 60 cm di lunghezza, 55 cm di larghezza e 30 kg di peso, è il primo ad essere stato curato all’Acquario di Genova e rilasciato in mare con un dispositivo di tracciamento fornito dal Dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa. Il tag raccoglie dati sugli spostamenti, sul comportamento in immersione e sulla temperatura dell’ambiente, informazioni fondamentali per la ricerca scientifica e per l’elaborazione di modelli predittivi da parte della Fondazione CIMA, che supporta l’iniziativa anche con una rete di antenne UHF (Ultra High Frequency) per la raccolta dei segnali in caso di prossimità.

L’operazione è frutto di una stretta collaborazione tra l’Università di Pisa, la Fondazione CIMA, la Guardia Costiera, i carabinieri forestali del Nucleo CITES di Imperia e lo staff medico-scientifico dell’Acquario di Genova. Thalassa era stata segnalata dal Servizio Navale della Guardia di Finanza, che ne aveva notato il comportamento anomalo in mare: l’animale sembrava non riuscire ad immergersi. Trasferita all’Acquario dai Carabinieri Forestali, è stata diagnosticata una polmonite, poi trattata con successo.

Questa mattina, al momento del rilascio, l’esemplare si trovava in buone condizioni di salute e pienamente idoneo a tornare in mare aperto. A salutarla, anche gli studenti della classe 4ª A della scuola primaria Convitto Colombo, testimoni di un momento simbolico di grande valore educativo e ambientale. Dal 1994 l’Acquario di Genova si occupa del recupero delle tartarughe marine in difficoltà e, dal 2009, è referente per la Regione Liguria nell’ambito dell’accordo Stato-Regioni. Nel 2017 ha ricevuto il riconoscimento ufficiale come centro di recupero e lunga degenza dal Ministero della Transizione Ecologica. In caso di avvistamento di tartarughe in difficoltà, è fondamentale non intervenire autonomamente. Occorre contattare immediatamente la Guardia Costiera al numero 1530 o il 112, che provvederà ad attivare le procedure corrette. Ricordiamo che le Caretta caretta sono specie protette dalla Convenzione CITES, e la loro cattura è vietata per legge.

Le cause più frequenti di ricovero includono interferenze con le attività di pesca, ingestione di plastica, ferite da eliche, patologie debilitanti e traumi da impatto con imbarcazioni. Ogni intervento di salvataggio è dunque anche un’occasione per sensibilizzare sull’impatto delle attività umane sugli ecosistemi marini.

Thalassa torna libera, ma continuerà a essere seguita dai ricercatori grazie alla tecnologia. La sua storia è un simbolo di speranza e un esempio concreto di come scienza, cura e cooperazione possano fare la differenza nella tutela della vita marina.

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