Imperia "ostaggio" dei bambini-ladri. Sembra un paradosso ma è così. Colpa, anche ma non solo, delle leggi che - di fatto - obbligano le forze dell'ordine a tenere le mani legate.
I protagonisti sono loro, bimbi di 10, massimo 12 anni, ospiti di roulotte e camper negli accampamenti nomadi alla periferia della città, sguinzagliati da genitori e famigliari alla ricerca di qualche negozio o appartamento da svaligiare. Il vice questore, Vincenzo Alessi, confessa. "Abbiamo le mani legate".
"Il più delle volte - prosegue - li rimproveriamo per quello che hanno fatto, una volta fermati con la refurtiva al seguito, ma non capiscono la nostra lingua, o almeno, fanno finta di non conoscerla. Bisognerebbe poterli mettere in istituti di rieducazione, che però non ci sono".
Un paio di giorni fa, una pensionata di San Bartolomeo al Mare, al suo rientro a casa, aveva trovato l'alloggio messo sottosopra dai ladri. I carabinieri, dopo la denuncia, hanno intercettato due ragazzini, di 10 e 12 anni di origine slava, che avevano compiuto il colpo, impossessandosi di quasi un milione di lire in banconote di vario taglio, refurtiva non ritrovata. "Questi ragazzini vengono mandati avanti dai genitori a compiere i furti - conclude il vice questore - gli adulti stanno nascosti, a distanza, per controllare movimenti o persone indesiderate. Appena i mini ladri hanno messo a segno il colpo, corrono dai genitori e consegnano quanto hanno rubato".
Capita anche, a volte, che trovando poco o nulla da prelevare, le piccole bande di nomadi si sfoghino contro arredi e attrezzature casalinghe, distruggendo per la rabbia ciò che incontrano sulla loro strada.














