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Attualità | 26 agosto 2025, 12:49

IL PERSONAGGIO. Dal Partito al Pic Tyndall: Domenico Abbo l'ex presidente della Provincia 'esiliato' scala il Cervino

'Cacciato' dalla sede del PD nel 2023, trovò rifugio sul Marguareis. Ora, a 64 anni, conquista la vetta più iconica d’Europa. “Sempre più in alto”, direbbe Mike

Domenico Abbo... "Sempre più alto!", direbbe Mike Bongiorno

Domenico Abbo... "Sempre più alto!", direbbe Mike Bongiorno

C’era una volta Domenico Abbo,  ex presidente della Provincia: presidente della Provincia. Poi venne il 2023, l’anno in cui – come nelle migliori tragedie shakespeariane – cambiarono le chiavi della sede del PD. E così, in un gesto a metà tra la protesta e la contemplazione, lui se ne andò in montagna. Letteralmente.

È lì, sul Marguareis, che inizia il secondo tempo di Abbo l'ex presidente, ex di tutto, ma non certo ex sognatore. Esiliato (per sua stessa ammissione) dalle Botteghe Oscure di via San Giovanni (oggi per la verità Nazareno ma la vecchia denominazione rende più l'dea ndr), ha scelto le cime per riflettere, sudare, respirare. E – come rivela oggi – per allenarsi. Perché quando si chiude una porta, si apre… una parete nord.

Quando ci chiusero fuori dalla sede del partito, presi zaino e scarponi. Ora, che ho più tempo, ho fatto il Cervino. A 64 anni. Un bel salto di qualità, no?” ci racconta con un sorriso 

Tre estati. Tre lunghi anni di escursioni, allenamenti in quota, traversate su roccia e sogni verticali. E poi finalmente, quest’agosto, la partenza. Mille metri di dislivello per raggiungere la Capanna Carrel, 3.800 metri sul livello del mare, un pernottamento che “si fa per dire” e l’alba in marcia verso il cielo.

La via normale del Cervino – che di normale, ci tiene a precisare, non ha quasi nulla – è un percorso per chi ha gambe, testa e fegato. Corda della sveglia, mauvais pas, ghiacciaio del Linceul ridotto a memoria glaciale, e poi la gran corda (una catena di oltre trenta metri), il Pic Tyndall con i suoi strapiombi mozzafiato, l’Enjambée e la temuta Scala Jordan. “Mai un momento di respiro”, spiega sui social, “la guida dà sicurezza, ma le gambe sono le tue. Sali con quello che sei”.

Fino a quella croce  cara a Mike Bongiorno, a 4.476 metri, “la più bella e difficile d’Europa,  se si parla di via normale”. Emozioni che non si raccontano, ma si intuiscono. E poi, come sempre in montagna, si scende: 600 metri in salita e 1.600 in discesa, tra corde doppie e vuoti che tolgono il fiato.

Ma è proprio qui che Abb da politico-filosofo. “Ho sempre pensato che le cose difficili vanno prima desiderate e poi lavorate. E serve anche un po’ di fortuna. Non solo gambe: testa e cuore”.

La montagna, insomma, come metafora (neanche troppo velata) della vita. E della politica. Perché da lassù, tra crode e nebbie, pare abbia visto un sentiero anche per tornare… a valle. A Imperia. Non è escluso che la prossima vetta sia quella civica, o forse proprio quella di Palazzo Civico?.

Vi lascio con un pensiero di Roberto Benigni”, chiude con un  tono un po' teatrale. “Bisogna pensarci sempre alla felicità. E anche se lei si dimentica di noi, noi non ci dobbiamo mai dimenticare di lei, fino all’ultimo giorno della nostra vita”.

Diego David

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