La Regione Piemonte ha sollevato diverse criticità in merito al progetto Armo-Cantarana, presentando una richiesta di integrazioni al Ministero dell'ambiente nell'ambito della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA).
La Regione ha chiesto indicazioni quantitative e qualitative dei materiali che verranno scavati in Piemonte e la quantificazione del materiale scavato in Piemonte che verrà riutilizzato nel cantiere. Questo mira a comprendere l'impatto dell'estrazione e il riutilizzo delle risorse locali. Le richieste di integrazione riguardano in particolare l'impatto di cantieri, viadotti, rotatorie e gallerie sul paesaggio.
Un punto specifico è l'abitato di Cantarana, di notevole importanza per la vicinanza della Balma del Messere, anche conosciuta come "Grotta dei Saraceni". Dato che il cantiere operativo numero 8 (imbocco nord galleria Armo-Cantarana) e la relativa pista di servizio sono previsti alla base del versante dove si trova questa emergenza culturale e paesaggistica, la Regione ha invitato a considerare misure di compensazione paesaggistica.
Gli uffici regionali hanno richiesto chiarimenti e precisioni, anche con elaborati grafici e relazioni di dettaglio, sulle interferenze previste con i corpi idrici superficiali, in particolare con i corsi d'acqua iscritti nell'elenco delle acque pubbliche e quelli aventi sedime demaniale, come il Rio Prale e il Rio di Rocca.
Questo è particolarmente rilevante per le aree di cantiere C8 (imbocco nord galleria Armo-Cantarana) e C9 (Tanaro). Inoltre, per l'area di sbocco dell'attuale foro pilota, dove è previsto l'allestimento dell'area C8 e l'uscita di emergenza della nuova galleria, la Regione ha evidenziato che l'area si trova in corrispondenza della confluenza del Rio di Rocca nel Rio Prale, in un contesto di pericolosità idraulica significativa.
Per questo motivo, è richiesta la presentazione di elaborati progettuali puntuali per valutare la compatibilità idraulica degli interventi previsti, tenendo conto anche dello stato di dissesto presente. La Regione Piemonte ha anche sottolineato che il progetto definitivo ha subito variazioni significative rispetto al progetto preliminare approvato nel 2004. Considerato che dal 2026 la Regione effettuerà controlli di sicurezza sui progetti di nuove infrastrutture lungo la viabilità extraurbana secondaria provinciale e comunale, e dato che il miglioramento della sicurezza stradale è tra gli obiettivi dell'intervento, si raccomanda di verificare la necessità di effettuare la valutazione di impatto della sicurezza stradale e i controlli di sicurezza stradale ai sensi della normativa vigente.














