Manifestazione questa mattina fuori dalla sede di Rivieracqua, in Valle Armea a Sanremo, da parte del Comitato Difesa Acqua Pubblica. Nato tra marzo e aprile, il comitato conta già un centinaio di iscritti e ha deciso di scendere in piazza per contestare l’aumento degli stipendi dei dirigenti di Acea e chiedere la sospensione delle bollette retroattive, così come previsto dall’ultima delibera dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (Arera).
“Da parte dell’azienda non si è presentato nessuno”, lamentano dal Comitato, sottolineando l’assenza di un confronto diretto. Al centro della protesta anche il recente comunicato stampa di Rivieracqua, giudicato “intermediatorio verso gli utenti”.
“Si cerca di reprimere la libertà di espressione dei cittadini – ha dichiarato il presidente del Comitato, Luca De Pasquale – facendo intendere che gli utenti non possano o non debbano intentare azioni legali, a meno che non ci siano presupposti particolari. È un messaggio sbagliato: ogni cittadino ha il diritto di contestare e fare reclamo se ritiene ingiuste le fatture ricevute. Ci saremmo aspettati che l’azienda spiegasse meglio il senso di quelle dichiarazioni”.
Sul piano normativo, Arera – con delibera firmata dal presidente Stefano Besseghini – ha approvato il piano tariffario proposto dalla Provincia di Imperia per il gestore Rivieracqua S.p.A., ma con importanti limitazioni: “esclusione dall’aggiornamento tariffario per il periodo 2020-2021” e “azzeramento della quota dei conguagli (pari a 3.955.271 euro) il cui recupero era stato inizialmente differito successivamente al 2029”. L’Autorità ha inoltre disposto un “recupero (a favore dell’utenza) da valorizzare in sede di primo aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie” pari a 2.294.666 euro.
Arera ha anche richiesto un supplemento di analisi sui passaggi di consegna dai precedenti gestori locali a Rivieracqua, per chiarire eventuali irregolarità e il rispetto della Carta dei Servizi. Un’indagine sollecitata anche dal Difensore civico, accolta dall’Autorità e particolarmente sentita dal Comitato, che continua a chiedere trasparenza e rispetto dei diritti degli utenti.
La mobilitazione, fanno sapere dal gruppo, non si fermerà qui: "L’acqua è un bene comune e come tale va gestita: con trasparenza, equità e rispetto per i diritti dei cittadini".














