"Non è Roccaraso, non ha impianti da sci in piena attività, né una stazione sciistica perfettamente attrezzata. I bar sono chiusi, il collegamento con il Piemonte via Upega è interrotto, la neve è poca e la cura del territorio lascia a desiderare. Eppure, nonostante tutto, ieri a Monesi c'era mezzo mondo", il post sui social con tanto di foto é di Nicola Dell'Erba. Le immagini testimoniano il fatto che la località delle Alpi Marittime è sempre considerata una meta ideale per trascorrere una domenica lontano dalla costa.
Monesi è un piccolo angolo di montagna ligure che negli anni ha subito difficoltà, frane, chiusure e abbandono. Eppure, come un’araba fenice, continua a richiamare escursionisti, scialpinisti e amanti della natura. Sarà la sua posizione unica tra Liguria, Piemonte e Francia, sarà il richiamo delle sue cime selvagge, o forse la voglia di vivere la montagna in modo autentico e senza fronzoli.
Nonostante la mancanza di servizi e la scarsa manutenzione, Monesi ha qualcosa che altri luoghi più blasonati hanno perso: un'anima. Qui non si viene per trovare comodità, ma per respirare la vera montagna, per sfidare le proprie capacità e per condividere con altri appassionati una passione che va oltre le difficoltà.
La presenza di così tante persone, nonostante le condizioni non ottimali, è un segnale chiaro: Monesi ha ancora molto da offrire. Forse è arrivato il momento di ripensare il suo futuro, di investire su un turismo sostenibile che sappia valorizzare il suo straordinario potenziale.
La montagna è viva quando è vissuta, e la gente che domenica ha affollato Monesi ne è la prova. Serve attenzione, cura e volontà di rilanciare questo angolo delle Alpi Liguri. Chi ama davvero la montagna non si ferma davanti agli ostacoli.














