(Adnkronos) - "Come Governo siamo favorevoli a un processo di rientro del Regno Unito nell’Unione europea. La presenza britannica sarebbe fondamentale soprattutto nel progetto Made in Europe, attraverso il quale garantire le filiere di approvvigionamento che sono spesso comuni, tutelando l'impresa europea dalla concorrenza sleale che muove da altri continenti". A dirlo all'Adnkronos è Adolfo Urso, il ministro per le Imprese e il Made in Italy, al termine del suo incontro a Londra con l’omologo Jonathan Reynolds. Accolto dall’ambasciatore Fabio Cassese presso la residenza ufficiale della capitale inglese, il ministro ha voluto sottolineare che non si è trattata di una semplice visita diplomatica, ma di una necessità dettata dai numeri dell'economia reale.
“Nel 2025 l'interscambio tra i due Paesi ha toccato quota 34,5 miliardi di euro, con l’Uk che si conferma il sesto mercato per l'export tricolore assorbendo quasi 27 miliardi di merci italiane”. La missione italiana ha avuto proprio come obiettivo il consolidamento del rapporto tra i due Paesi. "Italia e Gran Bretagna devono lavorare insieme per migliorare l'autonomia strategica del nostro continente a partire dall'approvvigionamento energetico e più in generale sul fronte della politica industriale", ha sottolineato Urso, spostando poi il focus sulle urgenze manifatturiere europee.
Tra queste spicca la transizione energetica e il rilancio del nucleare civile, ambito in cui il ministro ha idee chiare sulle sinergie da attivare oltremanica: "La tecnologia che può garantire la Gran Bretagna attraverso la Rolls-Royce è una di quelle tra le più performanti con cui sviluppare degli accordi al fine di realizzare reattori nucleari di nuova generazione".
Oltre ai dossier puramente industriali e a quelli legati all'approvvigionamento di materie prime critiche per sottrarsi al dominio asiatico, il vertice londinese è servito ad avvicinare i grandi capitali d'oltremanica. Confrontandosi con i vertici dei fondi d'investimento della City, Urso ha incassato segnali estremamente rassicuranti sulla percezione della penisola. "Londra da sempre è il termometro degli investimenti. L'Italia sta diventando sempre più attrattiva con un sistema produttivo che sorprende", ha concluso Urso, specificando che "in un mondo in cui aumentano i conflitti, in cui si destrutturano i mercati e si innalzano nuove barriere commerciali o tariffarie, le esportazioni italiane crescono, segno che gli investitori britannici posso contare su un partner resiliente e dinamico”. (di Alessandro Allocca)






