L’ulivo come simbolo di pace e civiltà, ma anche come risorsa fondamentale per il benessere delle persone e lo sviluppo sostenibile dei territori. Sarà questo il filo conduttore dell’incontro "L’albero del benessere. Itinerari nella cultura dell’olivo e dell’olio", in programma mercoledì 4 novembre alle 15, nella Sala Multimediale della Camera di Commercio Riviere di Liguria, nell’ambito di Olioliva Week 2026. L’iniziativa, curata dall’Università degli Studi di Genova, intende approfondire il valore dell’olivicoltura attraverso una prospettiva multidisciplinare, mettendo in relazione storia, cultura, alimentazione, educazione e sostenibilità ambientale.
L’ulivo, del resto, accompagna da millenni la storia delle civiltà mediterranee. Dall’antichità, quando era considerato l’albero sacro ad Atena, fino alle moderne prospettive della bioeconomia, questa pianta ha contribuito a costruire un’identità culturale, sociale ed economica che ancora oggi caratterizza profondamente il territorio ligure. Un patrimonio che non si esaurisce nella produzione di olio, ma comprende tradizioni, paesaggio, conoscenze e saperi tramandati attraverso le generazioni. Elementi che possono rappresentare una risorsa importante anche per affrontare le nuove sfide legate alla sostenibilità e alla valorizzazione delle eccellenze locali.
Al centro dell'appuntamento ci sarà il concetto di economia del benessere, un modello che riconosce alla filiera olivicola un ruolo che va oltre la dimensione agricola e commerciale. La qualità delle produzioni, l'attenzione all'alimentazione e la diffusione di comportamenti di consumo consapevoli si intrecciano infatti con la tutela ambientale e la valorizzazione delle risorse disponibili. Particolare attenzione sarà riservata anche alla formazione e all'educazione alimentare, strumenti fondamentali per promuovere una maggiore conoscenza dei prodotti e delle loro caratteristiche, favorendo scelte responsabili da parte dei consumatori.
Un altro tema di approfondimento riguarderà le opportunità offerte dall'economia circolare, con particolare riferimento al recupero e alla valorizzazione dei sottoprodotti della lavorazione delle olive. Un approccio che punta a ridurre gli sprechi e a trasformare materiali tradizionalmente considerati di scarto in nuove risorse, aprendo prospettive interessanti per il comparto olivicolo e oleario. L'obiettivo è quello di coniugare tradizione e innovazione, riconoscendo all'olivicoltura un ruolo strategico nella costruzione di modelli produttivi più attenti all'ambiente e capaci di generare nuove opportunità economiche.
L'incontro sarà introdotto e coordinato da Natasha Cola, del Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università di Genova. Al confronto prenderanno parte Franco Bochicchio, presidente del Consorzio Interuniversitario della Formazione, Franco Manti, del Dipartimento di Scienze della Formazione dell'Università di Genova, e Beba Molinari, del Dipartimento di Storia, Patrimonio Culturale, Formazione e Società dell'Università di Roma Tor Vergata. I contributi dei relatori permetteranno di affrontare il tema da differenti punti di vista, approfondendo le connessioni tra cultura, conoscenza, formazione e sviluppo sostenibile.
L'appuntamento rientra nel programma del Frantoio delle Idee, il percorso di approfondimento, formazione e confronto promosso nell'ambito di Olioliva Week, pensato per analizzare le prospettive future del settore olivicolo e oleario e affiancare la tradizionale Festa dell'Olio Nuovo. Un'occasione per mettere attorno allo stesso tavolo competenze ed esperienze, valorizzando un comparto che rappresenta una componente importante dell'identità e dell'economia del Ponente ligure.
La riflessione proposta dall'Università di Genova punta quindi a evidenziare come l'ulivo possa continuare a essere un elemento centrale per il Mediterraneo, non soltanto per la sua storia e per la qualità delle produzioni, ma anche per le opportunità che offre in termini di tutela del paesaggio, benessere, innovazione e crescita culturale. Un patrimonio da preservare e trasmettere, guardando al futuro senza perdere il legame con le radici e le tradizioni del territorio.






