Attualità - 31 ottobre 2026, 18:28

Convivenza tra uomo e lupo, la sfida del Parco delle Alpi Liguri tra tecnologia e tutela dell'allevamento

La svolta arriva dalla collaborazione con la CIA con cui l'ente ha avviato un progetto mirato alla difesa delle imprese agricole

Convivenza tra uomo e lupo, la sfida del Parco delle Alpi Liguri tra tecnologia e tutela dell'allevamento

Un approccio equilibrato per proteggere le greggi e, al tempo stesso, tutelare la fauna selvatica. È la strada scelta dal Parco delle Alpi Liguri, l'ente presieduto da Renato Adorno, sindaco di Rezzo, per affrontare il ritorno del lupo nei pascoli montani. Un tema che da mesi è al centro del dibattito tra conservazione della biodiversità e sostegno all'economia locale. 

La svolta arriva dalla collaborazione con la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori), con cui l'Ente ha avviato un progetto mirato alla difesa degli allevamenti. Il piano prevede l'impiego di barriere olfattive biologiche: una soluzione non cruenta che utilizza sostanze naturali in grado di allontanare i predatori dalle pecore, creando un perimetro di sicurezza attorno alle greggi senza arrecare danni agli animali. 

L'intento dell'ente Parco è quello di trovare risposte concrete e tempestive per chi vive e lavora sul territorio. Oltre alla gestione del lupo, l'amministrazione si sta già mobilitando per affrontare un'altra grave criticità degli alpeggi: la siccità. Il prolungarsi dei periodi di scarsità idrica rischia infatti di mettere in ginocchio i pascoli di quota, compromettendo le risorse per il bestiame e la tenuta economica delle aziende agricole. 

Per questo motivo, il Parco sta lavorando per intercettare contributi e fondi dedicati, destinati a sostenere direttamente i Comuni e i pastori. L'obiettivo è finanziare interventi infrastrutturali e garantire la continuità dei presidi umani in montagna, indispensabili per la manutenzione del paesaggio e la prevenzione del dissesto idrogeologico. 

L'iniziativa rappresenta un esempio virtuoso di gestione delle aree protette. Trovare una sintesi tra le attività dell'uomo e la cura dell'ambiente costituisce infatti la vera sfida per il futuro delle nostre montagne, dove la tutela della natura deve camminare di pari passo con la sopravvivenza delle aziende agropastorali.

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