Grande soddisfazione dei commercianti imperiesi per l’agognata concessione della deroga comunale alla chiusura domenicale dei negozi, finalmente in grado di accogliere i clienti per tutto il giorno. Un importante test, che diventerà un banco di prova in vista di analoghe iniziative future.
Potrà, Imperia, trasformarsi in un centro ideale per lo shopping come la vicina Alassio? Certo, non sarà un solo giorno a consentire giudizi generali e formulare previsioni ma la fiducia degli esercenti è totale. Tra i più Giancarlo Savolini, proprietario di una storica rivendita di calzature in via Bonfante, che ha raccolto in un paio di giorni già più cinquanta firme favorevoli tra gli esercenti dei portici di via Bonfante, presentandole in Comune. Un passo decisivo per assicurare l'apertura festiva. “Si tratta del ponte più lungo e si prevedono incassi record. Iniziative come questa non possono che risultare positive in un periodo di grave crisi. Bisogna anche tener conto di un altro particolare: incentivando le prospettive per il commercio, e quindi i guadagni, è possibile anche individuare nuovi posti di lavoro, soprattutto in un momento così difficile per l'occupazione”.
Sulla stessa lunghezza Pino Piscitelli, da via San Giovanni. “Alla fine, l'abbiamo spuntata: però, ancora una volta, si finisce per tagliare il traguardo in affanno. Chiaro che, per combattere la recessione, si avverta la necessità di tenere aperto il più possibile. Ma non è tutto qui. Si deve cercare anche di cambiare l'immagine di una città che è pur sempre capoluogo di provincia. Anche se sarà difficile raggiungere risultati paragonabili ad Alassio, sia a Oneglia sia a Porto esistono strutture che vanno sfruttate”.
Lucio Scorzelli, proprietario di un negozio di ferramenta nell'isola pedonale di via Ospedale, è convinto sia l’ora di passare dalle parole ai fatti. “Io e molti altri colleghi crediamo alle potenzialità di Imperia – dice - aspettiamo che le polemiche sterili finiscano e che, insieme, si pensi a operare per un obiettivo comune. Commercianti e artigiani vogliono poter essere liberi di lavorare quando lo ritengono più opportuno, con normative più moderne: andrebbe fissato un minimo di servizio, non un massimo, per venire incontro alle esigenze dei clienti”.
E le associazioni di categoria? Stanno preparando nuove manifestazioni che creino poli di attrazione e favoriscano il rilancio del settore. Per la fine di novembre, l'Unione commercianti di Imperia ha in programma una proposta incentrata sull'abbigliamento. Il prossimo febbraio dovrebbe essere ripresentata una versione riveduta e corretta della fortunata Imperiaffari, giornata a prezzi ribassati che poco tempo fa ha attirato numerosi acquirenti nelle zone centrali dei due principali rioni, per l'occasione chiusi al traffico e trasformati in una sorta di grande bazaar, con le bancarelle allestite dai commercianti.






