I capigruppo di minoranza di Diano Marina, Marcello Bellacicco e Francesco Parrella, commentano la decisione della Gestione Municipali di ritirare il bando per individuare la nuova figura dirigenziale della partecipata del Comune di Diano Marina. “GM e sindaco hanno voluto prolungare sino all'ultimo giorno della sua scadenza la inevitabile agonia di un Bando che, sin dalla sua presentazione, è parso essere quanto meno inadeguato in termini regolamentari, normativi e soprattutto di etica della gestione delle risorse pubbliche”.
“Fanno sorridere – proseguono i due consiglieri – i commenti di Za Garibaldi al riguardo, che tentano di nascondere questa ennesima dimostrazione di inefficienza e di superficialità amministrativa, addirittura attribuendo ad un eccesso di zelo e trasparenza dell'Amministrazione questo fallimento”.
“Però – incalzano Parrella e Bellacicco – essendo difficile credere a queste motivazioni, c'è da chiedersi i reali perché di tutto questo pasticcio. Il sindaco, socio unico della GM, si sarebbe dovuto accorgere che il Regolamento prevede che la figura apicale non debba essere nominata con concorso pubblico, ma per nomina politica, anche perché si era già avvalso di questa prerogativa all'inizio del suo mandato, con la nomina di Surace. E allora perché ha concordato con Germanotta di procedere con il bando. Forse perché non gli conveniva o non poteva politicamente fare questo passo come avrebbe voluto?”.
“Per quale motivo, in un Bando dirigenziale, che prevede una cospicua remunerazione da Dirigente Pubblico da circa 80mila Euro, si pensi di equiparare una Laurea magistrale, normalmente richiesta per tale livello, ad una semplice licenza di terza media purché affiancata da una quinquennale esperienza di lavoro in una società, guarda il caso, simile a GM? E perché si è anche pensato di attribuire un maggiore punteggio proprio alla seconda casistica? Quando abbiamo posto queste domande nel nostro incontro con Germanotta e in consiglio comunale non ci sono state fornite risposte convincenti ma, anzi, hanno determinato la decisione della GM di procedere ad un ulteriore approfondimento giuridico e del Sindaco di fare un quesito all'ANAC, quasi come se si cercasse di far fumo per placare gli animi”.
Concludono Bellacicco e Parrella: “In questa vicenda ci sono troppe domande che non hanno una risposta logica, per cui potrebbe venire il dubbio che tutte queste incongruenze non avessero una matrice di casualità, ma potessero far parte di un disegno che, per quanto era brutto, è finito male e cancellato. D'altra parte, qualcuno che la sapeva lunga diceva che a pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina”.






