(Adnkronos) - Una cultura della sicurezza realmente condivisa, capace di tradurre i principi in comportamenti coerenti. E' il messaggio lanciato dal aegretario generale della Confsal, Angelo Raffaele Margiotta, intervenuto alla terza edizione degli Stati generali della salute e della sicurezza sul lavoro, promossi dalla Commissione parlamentare d'inchiesta presieduta da Chiara Gribaudo, nella Sala della Regina di Montecitorio. Nonostante un quadro normativo tra i più avanzati, a partire dal D.Lgs. 81/2008, il numero delle morti e degli infortuni sul lavoro continua a essere drammatico. Per Margiotta, il problema risiede soprattutto nella distanza tra le dichiarazioni di principio e le azioni concrete. La cultura della sicurezza deve diventare un patrimonio di valori condivisi da istituzioni, imprese, sindacati, lavoratori e soggetti della formazione, traducendosi in responsabilità e comportamenti coerenti.
In questa prospettiva, il segretario generale ha rilanciato la proposta della Confsal di assumere almeno 10.000 ispettori tecnici e realizzare un polo unico della vigilanza, superando la frammentazione delle competenze e destinando alla prevenzione risorse adeguate, anche in considerazione degli elevati costi umani ed economici degli infortuni. Margiotta ha richiamato anche le responsabilità del sindacato e della contrattazione collettiva, ricordando l'impegno della Confsal per il riconoscimento ai preposti alla sicurezza di una copertura assicurativa e di un'indennità dal 5 al 10%, commisurata al livello di rischio dei diversi comparti. Un esempio di come alle rivendicazioni debbano corrispondere scelte concrete.
Centrale, inoltre, il principio della prevenzione partecipata, attraverso il coinvolgimento effettivo dei lavoratori e l'adozione di modelli organizzativi della sicurezza che affianchino il documento di valutazione dei rischi. La prevenzione, ha evidenziato, non può limitarsi agli adempimenti normativi, ma deve rispondere anche a obblighi morali fondati su valori condivisi. Infine, Margiotta ha ribadito la necessità di un cambio di passo culturale, richiamando la proposta avanzata dalla Confsal nel Decalogo della sicurezza del 2023, che ha trovato riscontro nell’introduzione della sicurezza sul lavoro nell’ambito dell’educazione civica, con la legge n. 21/2025. Un riconoscimento che deve ora tradursi in percorsi formativi concreti, capaci di radicare la cultura della prevenzione, per formare prima ancora dell'ingresso nel mercato del lavoro, come ha sottolineato il segretario generale, “i lavoratori e gli imprenditori di domani”.






