Accadde Oggi - 21 ottobre 2026, 09:27

ACCADDE OGGI, 21 OTTOBRE 1982. Scacchiera in ceramica firmata dallo scultore Pairola sarà esposta nel museo più importante di Tokyo

L’artista: “Un grande onore”

ACCADDE OGGI, 21 OTTOBRE 1982. Scacchiera in ceramica firmata dallo scultore Pairola sarà esposta nel museo più importante di Tokyo

Da Pairola, piccola frazione di San Bartolomeo al Mare a...Tokyo. Un viaggio lunghissimo tra due continenti, due culture e due popoli così diversi, quello della preziosa ceramica artistica creata da un artista imperiese, Giovanni Battista Senardi, che da tempo ha sostituito l'identità anagrafica con un nome più semplice, appunto Pairola, preso in prestito dal paese dei nonni. 

Lì, tra gli ulivi e un silenzio ritemprante, l’artista vive e lavora. Vicino a lui la dolce Mariella. La tecnica di Senardi è del tutto particolare, i suoi lavori sono pieni di estro, fantasia e immaginazione. L'opera che ha avuto l’onore di rappresentare l'Italia in Giappone nell’expo internazionale è una singolare scacchiera che, per circa tre mesi, verrà esposta al Kamasura Codansha Cheramich Museum della capitale nipponica. Si tratta di un pezzo esemplare, già presentato con successo al recente torneo internazionale degli scacchi di Imperia. Pairola ha realizzato 64 blocchetti di ceramica che, uniti, formano la scacchiera. Anche i 32 personaggi-pezzi sono stati interpretati in maniera non tradizionale.

“Mi sono costati quattro mesi di lavoro – conferma il popolare Pairola – ma la soddisfazione finale è stata grandissima. Impegno e bravura sono stati premiati. Un motivo di orgoglio per me, sapere che una mia opera potrà essere vista dal pubblico di una terra che da millenni è riconosciuta maestra nella produzione di oggetti in ceramica”. Nello studio-laboratorio immerso tra gli ulivi della borgata, lo scultore modella la creta e ne ricava vasi, ciotole, piatti e opere uniche, tutte esposte in estate nel borgo medievale di Cervo. “La cottura è la parte più magica del procedimento - osserva - il pezzo estratto dal forno con le pinze a 1.100 gradi di calore, viene lavorato quando ancora è caldo”.

Giorgio Bracco

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