Restituire alle Province competenze, personale e risorse, superando una condizione di debolezza istituzionale che si protrae ormai da un decennio. È la richiesta avanzata da Claudio Scajola, sindaco di Imperia e presidente della Provincia, nel corso della 39ª Assemblea nazionale dell'Unione delle Province d'Italia (UPI), alla presenza del Presidente della Repubblica. Un appello condiviso dal presidente nazionale dell'UPI, Enzo Lattuca, che ha richiamato le conseguenze dell'indebolimento degli enti provinciali sull'equilibrio tra i territori.
"Da dieci anni i governi che si sono succeduti, di diverso orientamento politico, ricevono un richiamo chiaro: superare la condizione di enti dimezzati in cui sono state confinate le Province, restituendo loro competenze, personale e risorse. Un richiamo rimasto senza risposte concrete. Ma noi non ci rassegniamo", ha dichiarato Scajola, sottolineando la necessità di riportare al centro del confronto istituzionale il ruolo delle amministrazioni provinciali.
Il presidente della Provincia di Imperia ha insistito soprattutto sulla distanza tra le responsabilità che gli enti continuano a esercitare e gli strumenti di cui dispongono per affrontarle. Una situazione che, secondo Scajola, richiede un intervento strutturale, capace di superare le difficoltà accumulate negli ultimi anni.
"Siamo amministratori abituati a governare, a confrontarci con i problemi reali dei territori e a proporre soluzioni concrete. Per questo intendiamo avanzare, in vista della prossima legislatura, proposte precise per restituire alle Province il ruolo, le funzioni e le risorse che spettano loro", ha aggiunto.
Il ruolo delle Province nel PNRR. Nel suo intervento, Scajola ha richiamato anche il contributo degli enti provinciali all'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza, indicando nei risultati ottenuti un elemento a sostegno della richiesta di maggiori strumenti amministrativi.
"Le Province hanno dimostrato di essere tra gli enti più efficaci nella trasformazione degli investimenti in opere concrete e nel raggiungimento degli obiettivi del Piano. È una dimostrazione della capacità amministrativa dei nostri territori, che deve essere riconosciuta e valorizzata".
Il riferimento al PNRR si inserisce in una rivendicazione più ampia: quella di enti che, pur operando con organici e risorse limitati, continuano a svolgere funzioni rilevanti per la gestione del territorio. Da qui la richiesta di un rafforzamento che non si esaurisca in una revisione formale delle competenze, ma riguardi anche la capacità effettiva di esercitarle.
Scajola si è infine rivolto al Presidente della Repubblica, sottolineando il significato istituzionale della sua partecipazione all'assemblea.
"Il Presidente della Repubblica rappresenta, per dettato costituzionale, l'unità nazionale. Con il Suo esempio, Presidente, ha dimostrato più volte di esserne garante, costituendo un punto di incontro".
Lattuca: "Con Province più deboli aumenta il divario tra territori". Sulla necessità di rafforzare gli enti provinciali è intervenuto anche Enzo Lattuca, presidente nazionale dell'UPI, che ha collegato il tema delle risorse e delle competenze alle differenze esistenti tra le diverse aree del Paese.
"Abbiamo avuto la prova che con le Province più deboli il divario aumenta. Lanceremo un appello affinché si torni ad avere Province forti: servono personale e risorse", ha affermato Lattuca.
Il presidente dell'UPI ha inoltre indicato la possibilità di recuperare funzioni oggi attribuite ad altri livelli istituzionali, comprese quelle che non vengono esercitate in maniera efficace.
"Bisogna recuperare funzioni dalle Regioni o competenze che oggi non vengono svolte da nessuno. Non siamo in competizione con le Regioni", ha precisato, aprendo anche alla possibilità di soluzioni differenziate nei territori regionali più estesi.
Una posizione che punta a ridefinire il rapporto tra Province e Regioni senza impostarlo come uno scontro istituzionale, ma attraverso una diversa distribuzione delle responsabilità amministrative. Al centro resta la richiesta di attribuire agli enti provinciali funzioni effettive, accompagnate dalle risorse necessarie per esercitarle.
Terzo mandato, Lattuca: "Non è il tema centrale". Nel corso dell'assemblea è stato affrontato anche il tema del limite dei mandati, sul quale Lattuca ha espresso una posizione distinta rispetto alle richieste di riforma delle Province.
"Il terzo mandato è un tema che non ritengo centrale. Noi dobbiamo saper rispondere ai bisogni dei cittadini. In generale, due mandati sono un tempo congruo", ha osservato il presidente UPI.
Una riflessione che riporta l'attenzione sulle priorità indicate dall'associazione: prima delle regole sulla permanenza degli amministratori alla guida degli enti, la necessità di garantire alle Province strumenti adeguati per svolgere le proprie funzioni.
Dall'assemblea emerge dunque una richiesta condivisa: superare l'attuale assetto di debolezza degli enti provinciali e riaprire il confronto con il Governo su competenze, personale e finanziamenti. Per Scajola e Lattuca, il rafforzamento delle Province rappresenta una questione che riguarda non soltanto l'organizzazione istituzionale, ma anche la capacità delle amministrazioni di rispondere alle esigenze dei territori.