(Adnkronos) - "L'obiettivo del programma 'Una Giustizia inclusiva', sotto il profilo territoriale, è aiutare persone che si trovano in una condizione di particolare fragilità, ovvero coloro che si trovano all’interno del percorso di esecuzione penale, ad avere opportunità di reinserimento lavorativo e di inclusione sociale". E' quanto affermato da Romolo De Camillis, direttore generale sviluppo sociale e aiuti alle povertà del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, in occasione dell'evento 'Una Giustizia più inclusiva. Il nuovo modello italiano per l’esecuzione penale', organizzato a Palazzo Madama, a Roma, su iniziativa della senatrice e avvocata Erika Stefani, sottosegretario alla Giustizia, all'interno del quale sono stati presentati i primi risultati del piano nazionale.
"Da questo punto di vista il ministero della Giustizia da anni è organismo intermedio del nostro programma nazionale, con l'obiettivo di dedicare azioni specifiche a queste persone, che escono da un percorso di esecuzione penale e possono essere accompagnate ad un pieno reinserimento nella vita lavorativa e nel loro contesto sociale".
"La figura del tutor per l'autonomia serve proprio a offrire gli strumenti e le opportunità per poter uscire da una condizione di marginalità e poter recuperare piena autonomia e ruolo all'interno dei nostri contesti sociali", conclude De Camillis.






