Il Piano economico-finanziario di Marina di Imperia è approdato stasera in consiglio comunale dopo il voto sulla delibera di indirizzo, discusso a fine settembre, e il successivo esame in commissione, alla presenza dei consulenti legali dell’Amministrazione, Pietro Piciocchi e Marco Rossi. Il confronto si preannunciava acceso, dopo le perplessità sollevate dai gruppi di minoranza sui tempi dell’operazione, è così è stato. L’obiettivo dichiarato dall'Amministrazione è arrivare all’aggiudicazione dell’appalto da 159 milioni di euro entro Natale, attraverso un iter che le opposizioni hanno definito caratterizzato da "tappe molto forzate".
Il sindaco Claudio Scajola in apertura illustrando la pratica ha ribadito "la centralità del completamento del porto per il futuro di Imperia". "La presa d’atto del Piano economico-finanziario di Marina di Imperia, pur non essendo prevista come obbligatoria dalla legge, rappresenta una scelta di trasparenza e una garanzia di sostenibilità economica, tutela dei conti pubblici e corretto svolgimento della futura gara, attesa entro fine ottobre.
L’obiettivo è realizzare un porto capace di generare sviluppo, occupazione e opportunità per i giovani, rafforzando l’integrazione con la città. Non è mancata una stoccata alle critiche e ai 'profeti di sventura', accusati di alimentare sospetti e scenari catastrofici anziché contribuire al rilancio di Imperia. Ai proprietari di posti barca avremmo desiderato tutelare queste situazioni, ma la Corte dei conti ha bloccato questa possibilità, essendo decaduta la concessione".
Il consigliere PD Ivan Bracco ha dichiarato: "Il completamento del porto turistico rappresenta un’opportunità strategica per il futuro di Imperia, ma deve procedere nel segno della trasparenza, della sostenibilità economica e della tutela dell’interesse pubblico. La presa d’atto del Piano economico-finanziario è un passaggio importante per garantire basi solide alla futura gara e assicurare che un’opera così rilevante possa tradursi in sviluppo concreto, nuova occupazione e opportunità per i giovani, rafforzando al tempo stesso l’integrazione tra il porto e la città. Su un progetto di questa portata servono serietà, responsabilità e capacità di guardare avanti, non polemiche sterili né allarmismi. Le preoccupazioni si affrontano con i fatti, la trasparenza e il confronto, lavorando per dare a Imperia un’infrastruttura capace di generare valore per tutta la comunità”. Laura Amoretti (Imperia di Tutti-Società Aperta), ha sollevato dubbi ad esempio sulla realizzazione dell'hotel a 5 stelle: "Il margine di redditività previsto per questa struttura appare sensibilmente superiore ai valori medi riscontrabili nelle strutture alberghiere di pari categoria della Riviera Ligure, anche considerando il contributo dell'attività di ristorazione, stimato nel 30%.
È sufficiente consultare i bilanci, peraltro pubblici, degli altri tre hotel della medesima categoria presenti in provincia e confrontarne i dati con i fatturati e i margini ipotizzati nel PEF per rendersi conto della necessità di ulteriori verifiche". Il consigliere Luciano Zarbano (Imperia senza Padroni) ha chiesto, tra l'altro, chiarimenti sul completamento delle condotte fognarie, se saranno a carico di Marina o di Rivieracqua e sul futuro dei posti di lavoro degli addetti alla cantieristica.
Secondo il consigliere di maggioranza, Andrea Landolfi "non stiamo regalando il porto a nessuno, ma stiamo creando le condizioni affinché qualcuno lo finisca. Non è possibile completarlo con 20 milioni. Chi lo propone dovrebbe porsi delle domande. Siamo davanti a un atteggiamento che dimostra l'incapacità di formulare una proposta credibile". Aggiunge Daniele Ciccione: "Oggi abbiamo una strada per superare una situazione che ha segnato la città per quasi mezzo secolo. La sostenibilità economica sarà verificata attraverso il confronto con il mercato, mentre gli obblighi di chi si aggiudicherà la concessione dovranno essere definiti e rispettati. E se qualcuno teme che possa attirare troppe barche, troppo lavoro e troppe attività, rispondo semplicemente questo: noi un problema così siamo pronti ad affrontarlo".
Il quadro economico prevede oltre 148,5 milioni di euro, Iva esclusa, per il completamento delle opere, da realizzare entro il 2032. Gli investimenti saranno distribuiti nell’arco di sei anni, mentre la concessione si estenderà fino al 2090. Le principali voci di spesa riguardano 95,1 milioni di euro per le palazzine sul waterfront, 10,6 milioni per le opere diverse dagli edifici, 11,5 milioni per le opere di urbanizzazione a scomputo degli oneri, 8,8 milioni per la progettazione e oltre 22,4 milioni per gli imprevisti.
Sul fronte delle risorse, circa 91,1 milioni di euro, pari al 61,36% dell’investimento, dovrebbero essere coperti con mezzi propri. La restante quota, pari a circa 57,4 milioni (38,64%), sarebbe finanziata attraverso un prestito bancario, con l’aggiunta di un finanziamento ponte Iva da 8,345 milioni di euro. Il canone di affidamento posto a base di gara è fissato in 4,810 milioni di euro oltre Iva, a partire dal 2027. Secondo la proposta, questa impostazione dovrebbe assicurare l’equilibrio economico-finanziario dell’operazione e un’adeguata remunerazione per l’affidatario, Marina di Imperia e la collettività.
Per i posti barca, il piano stima ricavi a regime vicini ai 12,5 milioni di euro annui. I posti in gestione saranno 685, mentre 552 resteranno a Marina di Imperia. A questi introiti si aggiungeranno quelli delle attività a terra — tra yacht club, albergo, cantieri navali, negozi e servizi — per le quali sono previsti ricavi a regime di circa 26,5 milioni di euro.
Il voto in Consiglio comunale rappresenta un passaggio decisivo per proseguire l’iter verso la gara e l’affidamento dell’intervento. Resta sullo sfondo la questione dei tempi, con l’Amministrazione intenzionata a raggiungere l’aggiudicazione entro la fine dell’anno e le opposizioni che sollevano interrogativi sulle scadenze e sulle condizioni economico-finanziarie del progetto.






