Imperia è all’undicesimo posto nella classifica nazionale della criminalità pubblicata oggi dal Sole 24 Ore, con un calo del 2,7% dei reati rispetto all’anno precedente. L’indice misura i delitti denunciati all’autorità giudiziaria ogni 100mila abitanti e conferma la concentrazione della criminalità. In testa resta Milano, con oltre 7mila delitti ogni 100mila residenti e un aumento dello 0,6% nel 2025. A livello nazionale, il quadro è contrastante: diminuiscono furti, rapine e omicidi, mentre aumentano le truffe informatiche, i danneggiamenti e le estorsioni.
I furti calano del 5,9%, scendendo a 992.660 casi e tornando sotto il milione per la prima volta dal 2022. In diminuzione anche le rapine (-3,6%), sebbene restino superiori del 14% ai livelli pre-Covid. Gli esperti segnalano, inoltre, che le difficoltà economiche possono incidere sulla propensione a denunciare alcuni reati minori.
Sul fronte opposto, crescono le truffe e frodi informatiche (+4,4%) e i danneggiamenti (+3,9%), insieme alle percosse e alle estorsioni. In calo, invece, le violenze sessuali (-2,8%) e soprattutto gli omicidi volontari, passati da 326 a 289 (-11,3%), il dato più basso della serie storica dal 1950, a pari merito con quello del 2020. Scendono anche i tentati omicidi (-13,1%).
Gli indici della provincia di Imperia
Tra le singole tipologie di reato, la provincia presenta posizioni differenti nella graduatoria nazionale. Imperia è al sesto posto per tentati omicidi e al settimo per violenze sessuali. Si colloca inoltre al 23° posto per danneggiamenti.
Ecco le principali posizioni riportate nell’indice provinciale:
- Tentati omicidi: 6° posto
- Violenze sessuali: 7° posto
- Danneggiamenti: 23° posto
- Omicidi da incidente stradale: 30° posto
- Infanticidi: 42° posto
- Omicidi da incidente sul lavoro: 58° posto
- Omicidi volontari: 95° posto
Nel complesso, il dato provinciale evidenzia un andamento in diminuzione, con una riduzione del 2,7% dei reati. Le singole graduatorie, tuttavia, mostrano differenze significative tra le diverse categorie: per interpretarle correttamente occorre considerare anche il numero assoluto degli episodi e il rapporto con la popolazione residente.







