Nuotare alla Cascione costa di più e non tutti l’hanno presa bene. Da ottobre la piscina è tornata ufficialmente operativa con la Federazione italiana nuoto dopo l’esperienza decennale con la Rari Nantes, e tra gli utenti si moltiplicano le lamentele per il nuovo listino.
A far discutere è il tesseramento Fin: 30 euro l’anno, una voce che con la precedente gestione non esisteva. Rinunciarci è possibile, ma il risparmio è solo apparente, perché senza tessera si applicano tariffe maggiorate.
Basta guardare l’ingresso singolo. Prima per un adulto servivano 7 euro; oggi ne servono 8, quota esclusa, oppure 9,76 senza tesseramento. Per la tariffa ridotta, riservata a bambini dai 3 agli 11 anni, over 65 e militari, si passa da 6,50 a 7 euro (8,54 senza tessera). Il carnet da dieci ingressi, che costava 65 euro, ora ne vale 75, oppure 91,50 per chi non si tessera. Per le persone con disabilità l’ingresso resta a 2,50 euro, ma anche qui va aggiunta la quota, altrimenti si pagano 3,05 euro. Il conto più salato è, però, quello degli abbonamenti annuali. Per il nuoto libero si pagavano 850 euro; ora il prezzo è 990, che con la tessera diventano 1.020 e senza salgono a 1.207,80. Cambiano anche le modalità di pagamento per docce e asciugacapelli: non si potrà più scegliere la durata dell’utilizzo, fissata a tre minuti.
Intanto, oggi pomeriggio la consigliera del Pd Daniela Bozzano porta in aula un’interpellanza sulla chiusura dell’impianto a settembre, che non sarebbe stata comunicata adeguatamente. A rimetterci, sostiene, anche chi frequenta la piscina per riabilitazione o motivi di salute, compresi gli utenti con disabilità, che non avrebbero ricevuto informazioni né sullo stop né sui tempi di riapertura.






