"Io, Federico, sogno di aprire una fattoria e nel frattempo faccio il moviere". Era il dicembre 2024 quando La Voce raccontava la storia di Federico Pignatti, allora venticinquenne, residente con la madre nella frazione di Perinetti, nel Comune di Vessalico, in valle Arroscia. Un giovane con un sogno ben preciso e una grande attenzione per la sicurezza della propria comunità.
A distanza di quasi due anni, quel sogno sta finalmente per diventare realtà: Federico è pronto ad aprire la sua azienda agricola. Ma, mentre si prepara a dare vita al progetto che ha coltivato a lungo, torna a richiamare l’attenzione su un problema che conosce fin troppo bene: la pericolosità del ponte di Perinetti, lungo la viabilità che collega il territorio di Albenga a quello di Pieve di Teco. Il suo appello è rivolto all’Anas, affinché il ponte venga finalmente messo in sicurezza, evitando situazioni di rischio per gli automobilisti e impedendo che i mezzi pesanti, in particolare i tir, rimangano incastrati nel tratto più stretto.
"A maggior ragione adesso che sto per aprire, finalmente, la mia azienda agricola, tanto sognata", è il senso della richiesta di Federico, che vorrebbe poter guardare al futuro senza dover convivere con i pericoli di una strada che rappresenta un collegamento importante per la zona. Quando ancora lavorava per realizzare il proprio progetto imprenditoriale, Federico aveva deciso di non restare a guardare. Per rendersi utile e contribuire a prevenire gli incidenti, si era inventato il ruolo di moviere volontario e gratuito, intervenendo in corrispondenza di una pericolosa strettoia della strada provinciale SP 453. Munito di pettorina ad alta visibilità, il giovane si metteva a disposizione degli automobilisti, segnalando il passaggio alternato dei veicoli e dei mezzi pesanti. Un impegno portato avanti anche nelle ore più difficili, di giorno e di notte, nel tentativo di scongiurare scontri e agevolare la circolazione in un punto particolarmente delicato.
Un’iniziativa nata dal senso civico e dalla volontà di tutelare chi percorre quotidianamente quella strada, ma che non può e non deve sostituire gli interventi strutturali necessari a garantire la sicurezza. Federico lo ribadisce con parole semplici e dirette: "Ci vorrebbe almeno un semaforo e dovrebbe essere illuminato". La richiesta riguarda misure concrete che possano rendere più sicuro il transito, soprattutto quando si incrociano veicoli di dimensioni diverse in uno spazio ristretto e con margini di manovra limitati. Dietro la richiesta di intervento non c’è soltanto la preoccupazione per gli automobilisti e per i mezzi pesanti. C’è anche la vita quotidiana di chi abita a Perinetti e si trova a fare i conti con una situazione che, secondo Federico, limita persino le attività più semplici. "Io e mia madre non siamo nemmeno liberi di andare a buttare l’immondizia senza rischiare la vita".
La futura azienda agricola rappresenta il traguardo di un percorso fatto di impegno e determinazione. Federico intende dedicarsi all’allevamento di pecore, capre e galline, dando vita a una realtà legata alla terra e alla cura degli animali. Per pecore e capre, in particolare, ha scelto una filosofia precisa: "A scopo di ripopolamento e non di macellazione". Un’impostazione che riflette la sua volontà di costruire un’attività agricola secondo una visione personale, nella quale l’allevamento sia orientato anche alla tutela e alla crescita degli animali, anziché alla loro destinazione alimentare. Il sogno raccontato nel dicembre 2024 da La Voce è, dunqu,e vicino a compiersi. Ma per Federico l’apertura della fattoria non cancella le preoccupazioni che lo avevano spinto, in passato, a indossare la pettorina e a improvvisarsi moviere per aiutare gli altri. Al contrario, rende ancora più urgente la necessità di una soluzione.






