Niente acqua in casa, solo un filo che arriva in piena notte. È la quotidianità, da circa cinque mesi, per i residenti di regione Gombi di Ricci, a Chiusavecchia, dove vivono sette persone, tra cui una donna con disabilità.
“Non è più accettabile”, racconta la signora, invalida al 100 per cento, che vive nella frazione con il fratello di 74 anni. “Di giorno l’acqua non c’è, e di notte aumenta appena un po’ il flusso. Devo lavarmi di notte, non posso più accendere la lavatrice e non riusciamo a cucinare. Mio fratello è costretto a portare in casa i secchi d’acqua per il bagno”.
Il problema non riguarda solo l’igiene. Senza pressione sufficiente, racconta, la caldaia non parte e i termosifoni restano spenti: con l’arrivo dell’inverno la famiglia teme di restare anche al freddo. “Non ce la facciamo più, è una situazione insostenibile".
I residenti si sono rivolti al sindaco, ai carabinieri e all’associazione di consumatori Assoutenti e sono state presentate più segnalazioni a Rivieracqua, il gestore del servizio idrico, ma senza ricevere risposta. "La situazione è incresciosa -dichiara il primo cittadino, Luca Vassallo - nessuno nel 2026 dovrebbe rimanere senz’acqua per mesi, e diventa ancora più critica essendoci una persona disabile. Il Comune si è fatto parte attiva per sollecitare Rivieracqua, che ha promesso che si sarebbe attivata al più presto, ma finora non abbiamo avuto riscontri concreti".






