Dopo un lungo periodo caratterizzato da scarse precipitazioni e condizioni di marcata siccità, la provincia di Imperia si prepara finalmente a un possibile ritorno della pioggia. La situazione meteorologica è stata analizzata da Federico Grasso, dirigente di Arpal Liguria, che ha fatto il punto sull'evoluzione attesa nei prossimi giorni. Già dal pomeriggio di oggi potrebbe infatti svilupparsi una prima fase di instabilità, legata alla discesa di una goccia fredda in quota da nord-est verso la Liguria. I fenomeni dovrebbero interessare soprattutto il centro Ponente, quindi in particolare le province di Savona e Imperia. "Potrebbe esserci una discesa di una goccia fredda in quota da nord-est verso la Liguria e questo provoca instabilità dal pomeriggio fino alle prime ore della giornata di domani", ha spiegato Grasso.
La prima fase, tuttavia, non sembra configurarsi come una vera e propria perturbazione organizzata. La probabilità di temporali forti viene infatti indicata come bassa, ma qualora i fenomeni dovessero svilupparsi potrebbero risultare localmente intensi. Si tratterebbe comunque di episodi isolati, difficili da individuare con precisione in anticipo e che dovranno essere seguiti attraverso il radar una volta formatisi. Non è esclusa anche la possibilità di qualche episodio di grandine di piccole dimensioni. "Potrebbero avere precipitazioni molto forti localmente e grandine di piccola dimensione", ha sottolineato il dirigente Arpal, precisando però che non sono attesi fenomeni di particolare violenza come downburst. Domani pomeriggio e in serata dovrebbe invece permanere una situazione di variabilità, alternata ad ampie finestre soleggiate.
Il passaggio più interessante è atteso però tra mercoledì e giovedì, quando dovrebbe arrivare la perturbazione vera e propria. Secondo le indicazioni disponibili al momento, il centro Ponente potrebbe essere nuovamente la zona maggiormente interessata, con Savona e Imperia in prima linea. In questo caso si parla di piogge diffuse, capaci di interessare gran parte del territorio regionale, e non soltanto di episodi temporaleschi isolati. All'interno delle precipitazioni potranno comunque svilupparsi alcuni temporali, ma al momento non sembrano presentare caratteristiche particolarmente critiche. La previsione dovrà essere ulteriormente affinata nelle prossime ore, quando sarà disponibile una nuova elaborazione dei modelli. "Bisogna aspettare domani un'altra risoluzione", ha spiegato Grasso, invitando quindi a seguire l'evoluzione con attenzione.
Il possibile arrivo dell'acqua viene accolto con una certa aspettativa in un territorio che ne ha bisogno, ma anche con prudenza, soprattutto alla luce di quanto accaduto nelle ultime settimane in altre zone del Mediterraneo occidentale. Grasso ha ricordato i recenti episodi di piogge particolarmente intense registrati in Spagna, citando Valencia e altre località, dove gli eventi hanno assunto caratteristiche quasi tropicali. "Sono cose che sembrano un po' nuove", ha osservato il dirigente Arpal, evidenziando come la preoccupazione sia legata soprattutto alla possibilità che precipitazioni molto concentrate possano provocare criticità locali. Per l'Imperiese, comunque, al momento non risultano allerte per la giornata di domani, mentre sarà necessario attendere l'evoluzione della perturbazione per valutare eventuali provvedimenti.
Il dato che meglio racconta la lunga fase asciutta attraversata dall'Imperiese arriva proprio dalle precipitazioni registrate a Imperia. L'ultima pioggia significativa risale al 20 e 21 agosto, con rispettivamente 33 e 34 millimetri, mentre successivamente sono stati registrati appena 5 millimetri il 24 agosto e 1 millimetro il 28 agosto. Da allora, secondo i dati citati da Grasso, settembre si è chiuso addirittura con 0 millimetri di pioggia. Prima dell'episodio di agosto, bisogna invece tornare ai giorni 4, 5 e 6 maggio per trovare un'altra fase di precipitazioni degna di nota: complessivamente circa 40 millimetri, con 30 millimetri caduti il 5 maggio. Un quadro che conferma quanto sia stata lunga la pausa delle precipitazioni significative sul territorio imperiese.
Anche il confronto con gli anni precedenti fotografa una situazione da seguire con attenzione. Nel 2025 in provincia di Imperia erano caduti complessivamente 772 millimetri di pioggia, mentre nel 2024 il dato aveva raggiunto i 910 millimetri. Nel 2023 erano stati invece 511 millimetri e nel 2022 appena 444. Per quanto riguarda l'anno in corso, Grasso ha fornito una fotografia mensile che evidenzia diversi periodi particolarmente asciutti: 82,6 millimetri a gennaio, 77,8 a febbraio, 61 a marzo, appena 6 ad aprile, quindi l'assenza pressoché totale di precipitazioni significative a giugno e luglio, 63,4 millimetri ad agosto e zero millimetri a settembre. Il dato complessivo annuale definitivo del 2026 non era ancora disponibile nel corso della conversazione.
Nel lungo periodo, il dirigente Arpal ha inoltre ricordato alcuni degli anni più siccitosi della serie storica della nostra provincia. Il minimo della serie citata è quello del 2007, con appena 292 millimetri di precipitazioni nell'intero anno, seguito dal 2017 con 392 millimetri e dal 2004 con circa 396 millimetri, mentre il 2015 si era fermato intorno ai 398 millimetri. Numeri che permettono di comprendere quanto possano variare le precipitazioni da un anno all'altro e che rendono particolarmente importante quello che accadrà nei prossimi giorni. La speranza, naturalmente, è che la perturbazione possa portare piogge diffuse e utili al territorio, senza però trasformarsi in fenomeni troppo intensi e concentrati.
A completare il quadro ci sarà infine anche un calo delle temperature atteso a partire da giovedì, proprio dopo il passaggio della perturbazione. Per ora, quindi, l'attenzione è concentrata soprattutto sull'evoluzione delle prossime ore: la prima instabilità potrebbe già manifestarsi dal pomeriggio di oggi, mentre mercoledì rappresenta il momento più atteso per il ritorno della pioggia nell'Imperiese. Una pioggia che, dopo settimane di sostanziale assenza, sarebbe particolarmente importante per il territorio, ma che dovrà essere accompagnata da un attento monitoraggio dei temporali, soprattutto considerando la difficoltà di prevedere con precisione dove potranno concentrarsi i fenomeni più intensi.






