Il pastificio Agnesi, patrimonio comune degli imperiesi e della città, di gran lunga la principale industria del capoluogo rivierasco, lancia un proprio prestito obbligazionario convertibile: con quest’operazione, i dirigenti contano di raccogliere un miliardo e 80 milioni di lire, da investire per il potenziamento dell’azienda e accrescere, così, la produzione.
Le obbligazioni, del valore nominale di 1.000 lire - taglio minimo 500 azioni - potranno essere, tra cinque anni, cambiate in azioni ordinarle dell’Agnesi, nel rapporto di un'azione per ogni due obbligazioni possedute. L'interesse offerto è del 15%, con cedole scadenti il 31 marzo e il 30 settembre di ogni anno. Si tratta della prima volta che una tale operazione finanziaria è rivolta esclusivamente alla popolazione locale.
“L’Agnesi – confermano i dirigenti capeggiati dal ragionier Nardo Sciolli - è un bene della collettività imperiese, il suo peso nell'economia locale è fondamentale. Abbiamo fiducia che gli imperiesi, sia per i vantaggi della nostra offerta, sia per questo senso di 'proprietà' comune della grande azienda, non trascureranno di sottoscrivere le obbligazioni. Tra l'altro, la convertibilità in azioni le rende particolarmente appetibili, senza contare che l'acquirente può sfuggire con esse al cappio dell'inflazione”.
Alcune cifre spiegano meglio questo concetto. Il pastificio Agnesi ha 373 dipendenti, tutti imperiesi. Le buste paga del 1980 hanno messo in circolazione 5 miliardi e 700 milioni di lire, le aziende locali che intrattengono contatti di lavoro con la Agnesi sono ben 263, di cui 36 artigiane, 149 commerciali, 9 edili, 69 di servizi. In tutto hanno fatturato, sempre nel 1980, 2 miliardi e 423 milioni di lire. Cifre destinate ad aumentare, l'azienda ha infatti reso noto che il proprio lavoro ha assunto un ritmo tale da non poter quasi più essere smaltito.
Lo scorso anno sono stati prodotti 475 mila quintali di pasta, quest’anno si arriverà a oltre 550 mila. L'aumento deriva tanto dalle vendite in Italia che all'estero. Per la sua qualità, la pasta Agnesi, per quanto leggermente più cara di altre concorrenti, è venduta in una cinquantina di Paesi. Tra i principali consumatori Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone. Il valore dietetico della pasta alimentare viene sempre più riconosciuto anche dalle nazioni più avanzate, come l'America del Nord. L'aumento della produzione comporta la necessità di migliorare sempre più le attrezzante tecniche, il fabbisogno di capitali è enorme: purtroppo per l’Agnesi, come per tante altre aziende, non esiste la possibilità di accesso a finanziamenti pubblici a tasso agevolato. Non è neppure possibile, data l'attuale stretta creditizia, fare ricorso all'autofinanziamento, mentre è stata respinta l'ipotesi di accogliere i finanziamenti offerti da grossi gruppi alimentari italiani e stranieri.
“Se facessimo questo - dicono all’Agnesi - trasferiremmo lontano da Imperia le decisioni fondamentali: si potrebbe arrivare, addirittura, al trasferimento dello stabilimento in qualche altra regione d'Italia”.
L'invito è pertanto rivolto ai piccoli e medi risparmiatori di Imperia, ai quali si garantisce la convenienza dell'operazione, sia diretta che indiretta.






