(Adnkronos) -
"Con le armi abbiamo dato". Stop alle armi all'Ucraina: è la linea di Giuseppe Conte, leader del Movimento 5 Stelle, sulla questione dirimente nell'ambito della politica estera. La posizione del Movimento al momento si distingue da quella del Pd all'interno del campo largo. "Noi non siamo persone fuori di testa, ma anche chi le parla ha fatto il presidente e il Consiglio in due governi e mi sembra che abbiamo retto delle emergenze molto più gravi di quelle attuali. All'inizio, con una decisione ben ponderata e anche sofferta, quando c'era Draghi, abbiamo detto sì a mandare le armi", dice Conte riavvolgendo il nastro fino al 2022. "Oggi la situazione dopo quattro anni è cambiata", prosegue l'ex presidente del Consiglio. "Stiamo in un escalation militare che diventa senza limiti e confini, si combatte in campo aperto, nei centri abitati e nelle capitali, a Mosca e a Kiev, e stiamo rotolando nella guerra", prosegue a L'Aria che tira su La7.
"Adesso noi diciamo: 'Con le armi abbiamo dato, adesso c'è una svolta negoziale', perché con la svolta negoziale possiamo avere la prospettiva" di un negoziato. "Mi sembra che in questo momento l'Ucraina sia un Paese assolutamente armato. Non stiamo abbandonando l'Ucraina, fino adesso si è pensato in Europa di aiutare l'Ucraina facendoli combattere anche in nome dell'Europa perché si parla di libertà, di democrazia, di valori occidentali, tutte belle parole. Oggi vogliamo aiutare in tanti gli ucraini in modo diverso, ancora più operativo, cioè indirizzando a soluzione pacifica quel conflitto", aggiunge.
Il tema Ucraina sarà uno di quelli al centro del confronto con il Partito Democratico guidato da Elly Schlein. "Noi" del campo progressista "ci ritroveremo, aspettiamo. Adesso il Pd ha importanti riunioni, Assemblea nazionale, eccettera, e poi ci confronteremo. Noi siamo pronti, abbiamo un progetto, una visione del Paese e non vediamo l'ora di condividerla rispettando i tempi del Partito democratico, degli altri alleati, per confrontarci".






